Salernitana, fuga per la vittoria: in ballo c’è la B e la liberazione dalle colonie romane

Dividi et impera: è stato questo il lite-motive della proprietà granata in quattro anni di gestione sul canotto galleggiante della serie cadetta. Quattro anni passati tra tribolazioni, incertezze, ritiri affrettati, squadre montate e smontate come fanno i bambini giocando con le costruzioni. Campionati anonimi conditi dal via-vai di tecnici assunti a capro espiatorio di scellerate campagne acquisti-cessioni legate ad un solo filo conduttore: l’incoerenza tattica. Ed allora, quando si è abituati a stagnare, a navigare senza una meta basta un niente per potersi incartare, complicarsi la vita, rischiando di affondare. Ora i ben informati, coloro che sono stati complici con un giornalismo servile, delle discrasie anti-calcistiche di una società priva di programmazione, si permettono il lusso di diffondere la “chiamata alle armi” dopo aver ricevuto il medesimo comando direzionale. Tutto nella norma, insomma, con la sola differenza che questa volta il gioco rischia di finire male e la Salernitana di affondare come il Titanic, colpita dall’Hiceberg della divisione di vedute, dell’indignazione e della disaffezione che questa società è stata in grado di produrre. Salerno è stata tramutata in un tugurio nel centro dell’apocalisse, complice quelle fluttuazioni che ormai sono divenute insostenibili anche dal mantenimento della categoria, unico e solo obiettivo da conseguire (fin da inizio di campionato) per poi continuare a soffrire. Già, perchè dinanzi a questa prospettiva, al di là degli incentivi ad assistere alla “rottamazione” calcistica (vedasi i biglietti apposti a costi dimezzati), gran parte del pubblico di fede granata comincia a trastullarsi non tanto sulla difficoltà del match – seppur decisivo – con il Cosenza, ponendo lo sguardo sulla possibilità che tale ultima vittoria, seppur preziosa, non sia lenitiva della politica distruttiva diffusa sul terreno conquistato ed, ormai, devastato dai coloni romani. L’Editto di Rotari è tempo che venga sostituito da quello di Salerno, ispirato alla liberazione di una passione oppressa dai “distruttori” di sogni altrui.

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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