I numeri del direttore: comunque vada è un…”successone”

Numeri straordinari, ineguagliabili, incredibili. Più di 111 giocatori ingaggiati, senza calcolare i vari Bacinovic e Deli appartenenti alla schiera di elementi che hanno soltanto “rischiato” da svincolati di indossare la maglia granata salvo poi essere abbandonati. Da Gregucci a Gregucci, dalla Lega Pro Prima Divisione alla serie B un numero ragguardevole di allenatori: Sannino, Somma, Colantuono, Torrente scelti così senza un perchè per poi accettare le scelte della proprietà rappresentate da Menichini, Bollini. Si alternano le proprietà, passano gli anni, ma il modus-agendi del diesse Fabiani e gli strafalcioni tecnico tattici sono sempre gli stessi, quelli che qualche tempo fa portarono la Salernitana di Lombardi dopo la costosa promozione in B e la “faraonica” campagna acquisti di Gennaio dell’anno successivo (con ben 10 acquisti effettuati nel mercato di Gennaio), a subire delle passività incolmabili in grado di condurre il club al collasso, ma solo dopo che l’esperto dirigente romano aveva già da “vincente” abbandonato la barca. Se si va più indietro nel tempo, la memoria si sofferma sulla favola “Messina”, guarda il caso, da quella fatidica cavalcata in serie A e conseguente salvezza al primo anno di massima serie, finito nei meandri della lega D. Salvezze stentate, quelle conseguite nel 2007/2008 (con il caso Salernitana- Bari) o promozione rosicata nonostante gli acquisti di DI Napoli, Mamede, Pinna, Fusco, Troise e Giannone per una stagione macchiata dal caso Potenza-Salernitana che portò alla radiazione della squadra lucana e la penalizzazione a carico della squadra granata nell’ultima stagione in B di Lombardi. Con la successiva gestione Lotito (padre e poi figlio) Mezzaroma, il via-vai di calciatori, tecnici, l’assenza di una ratio nella costruzione della squadra è rimasto il marchio di fabbrica di un direttore sportivo ormai desueto, inadeguato all’evoluzione calcistica. Se solo la Salernitana avesse avuto, davvero una programmazione seria, una reale ambizione, il diesse avrebbe da tempo fatto le valigie, avendo già assicurato una rosa da usurato sicuro (Rosina, Calaiò, Vuletich) per la prossima stagione. Eppure a campionato ormai volgente al desio sarebbe il caso, per una volta di assumersi le proprie responsabilità, non fosse altro per l’etichetta di “primo tifoso” assunta del factotum granata. Farsi da parte non risolverebbe il vincolo delle Noif per la Salernitana, s’intende, ma sarebbe un gesto nobile, l’unico forse ad essere ricordato nella penuria calcistica di giocatori propinati negli ultimi anni, componenti di squadra attempata e, diciamoci la verità, un pò…Memolla!!!

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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