Lo sciacallaggio sulle Noif. C’è solo un modo per derogare dalla norma che vieta la multiprorpietà

L’interpretazione estensiva del testo, senza comprenderne neanche il significato delle singole parole, derogando sotto dettatura al significato delle stesse, sta diventando opera di persuasione soffermatasi sulla soglia della consumazione. Non si capisce come tale esercizio offensivo dell’intelligenza media dei lettori abbia un effetto boomerang e confermi ancora di più i dubbi e le perplessità dei tifosi stufi della negazione dell’ovvio. Il testo contro la multiproprietà che ha già subito una deroga (forse qualcuno sotto dettatura dimentica) per consentire a Lotito di poter beneficiare -ad personam – il raggiungimento di una sola categoria al di sotto della “casa madre”, parla chiaro: fino al 4° grado di parentela, salvo che la società non sia stata ereditata per causa mortis dal testatore, quindi al di fuori della volontà del destinatario del bene che deve prontamente comunicare l’evento al governo del calcio, non è possibile avere due soggetti titolari di due società nella medesima categoria. Pertanto o Lotito cede in B ad un prezzo posto in essere dal compratore, conscio dell’affare per la necessità di cedere il bene da parte del venditore impossibilitato a fare il prezzo, oppure per fugare ogni dubbio, il co-patron dovrebbe divorziare dalla moglie, sorella del cognato e socio in affari, spezzando con un taglio netto il problema. In questo caso e solo in questo, la Salernitana potrebbe ambire, sul campo, ad una promozione in serie A. Il resto sono artifizi che lasciano il tempo che trovano alla stregua della confusione tra prescrizione ed assoluzione…

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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