Il calciomercato granata? Grillo il fulgido esempio di acquisto inutilizzato

Alzi la mano chi conosce o ha mai sentito nominare di Antonio Grillo, professione calciatore. Il 27enne di Avellino è stato per i “più distratti” nell’organico della Salernitana nel 2015, ingaggiato dalla Paganese, riuscendo a racimolare una sola presenza in Lega Pro. Il “talismano” dell’entourage granata sia prima che dopo il proprio arrivo a Salerno, ha rappresentato una sorta di meteora del calcio italiano. Quasi sempre le stesse, le squadre ove a seguito di esperienze da “comprimario” vissute qui e lì per lo stivale, è ritornato. Negli ultimi 4 anni Grillo ha fatto da spola tra Pagani e Salerno per poi trasferirsi alla Pro Vercelli ove ha collezionato, in perfetta media, zero presenze. Grillo in dieci anni di carriera è riuscito a racimolare appena 33 presenze, eppure figurava nell’organigramma di una squadra -quella granata – che nel 2015 lottava per la vittoria del campionato. Che cosa avrà avuto di così particolare tale talismano per potersi assicurare sempre e comunque dei contratti nel proprio girovagare per i campi di determinate società vicine a quella granata? L’interrogativo è quantomeno d’obbligo…

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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