Il Rieti conferma l’involuzione granata. Il cambio modulo non assicura pericolosità…

Il modulo 3-4-3 provato e sperimentato dal tecnico Gregucci con il Rieti nell’amichevole di ieri pomeriggio all’Arechi, ha confermato tutti i limiti strutturali della squadra granata. Pur considerando le assenze ed i carichi di lavoro a giustificazione addotta dal tecnico granata per la mancanza di brillantezza in campo dei propri uomini, l’avanzamento dell’assetto della squadra non assicura alla stessa maggiore pericolosità. Orlando non ha ancora i 90^ nelle gambe e manca del ritmo partita. Rosina è croce e delizia potendo assicurare un apporto alla causa, maggiormente a gara in corso. In attacco Djuric è ancora lontano parente dell’attaccante fisico visto in quel di Crotone e Cesena. La sensazione è che più la Salernitana avanzi il proprio raggio d’azione più si esponga, pericolosamente alle avanzate e scorribande avversarie. Il problema resta: se davvero Gregucci vorrà adottare tale modulo, occorrerebbe effettuare una vera rivoluzione non avendo la Salernitana giocatori per qualità e quantità, in mediana e sugli esterni offensivi, in grado di supportare tale cambio tattico. Ad 11 giorni dall’apertura delle liste, forse un pensierino al sistema di gioco “definitivo” da adottare, sarà pur giusto doverlo fare… Ma se il tecnico, come dichiarato a fine gara, ancora non è entrato con la società nei dettagli sui giocatori su cui puntare, c’è davvero da preoccuparsi.

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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