Il muro dei 10.000 non si abbatte.Quali le ragioni di numeri al di sotto delle potenzialità?

Il dato delle presenze nell’ultima giornata di campionato è stato secondo solo rispetto al numero di spettatori che hanno affollato le grandinate del “Barbera” di Palermo. A Salerno lo score segnava 8.743 spettatori, pochi per Salerno e le proprie potenzialità. Al netto dell’estensione demografica della sola città di Salerno, l’interrogativo è esteso alle necessità di comprendere il motivo per il quale una piazza così importante e passionale alla 12a giornata, rispetto ai tempi passati, non abbia con costanza sfondato il dato dei 10.000 spettatori. Certo, gli orari improponibili, le condizioni delle strade che rendono  impervia ogni trasferta affrontata da parte di chi a Nord o a Sud della Provincia deve spostarsi verso il capoluogo per le sole gare di campionato. Il costo del tagliando, il calcio in tv che imperversa a danno della presenza allo stadio; I tornelli, ritornelli e la doppia recinzione a cui c’è da aggiungere la normativa (anticostituzionale) di violazione della privacy sui dati personali senza che venga assicurato un posto già assegnato (ma solo sulla carta) nel settore di riferimento con il biglietto nominativo. Il problema ulteriore, risiede anche nella volontà di emozionarsi, di vedere la squadra offrire un gioco divertente o, meglio ancora, di non assistere soltanto al gioco avversario. La Salernitana brutta ma vincente, a quanto pare non soddisfa per intero il palato dei tifosi granata, convinti che in assenza di gioco difficilmente sarà possibile mantenere una posizione di classifica adeguata alle aspirazioni. Dall’altra parte c’è una società protesa a badare al sodo pur di raggiungere l’obiettivo:ecco, dunque, che la compattezza, la fisicità, la distruzione delle trame altrui è lo strumento più funzionale per raggiungere l’obiettivo minimo dei play-off secondo il “Lotito pensiero”. Il fine giustifica i mezzi sosteneva Machiavelli:per quest’anno, insomma, gli esteti del calcio e del gioco propositivo, dovranno farsene una ragione.

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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