Una barca in costruzione ancorata al suo estremo difensore

Che sia uno Yacht o un semplice gommone lo scopriremo strada facendo. Al momento la Salernitana è una barca in costruzione ancorata alla banchina del proprio estremo difensore: un frangiflutti, uno scoglio in grado di resistere alle onde avversarie per consentire all’intelaiatura di completarsi senza subire danni o ulteriori imprevisti. La Salernitana di mister Colantuono è una squadra ancora inespressa, ma dalla carrozzeria doppia a cui mancano ancora gli ornamenti e le rifiniture per assumere una forma precisa. Nel frattempo, seppure ancora in cantiere, la barca più che acqua acquisisce punti sfruttando le qualità del proprio estremo difensore, in attesa che in attacco ci si svegli dal torpore. Al di là delle qualità degli attaccanti, alcuni non aventi nel dna la porta avversaria (Djuric), altri innamorati della solitudine e tremendamente testardi (Jallow), la squadra granata fa della cattiveria agonista e della mentalità il suo grimaldello. Al cospetto di un Perugia mai domo, in grado di costruire almeno 4, nitide palle da goal, nel frangente più negativo, quando sembrava essere ormai alle corde, la Salernitana come Rocky Balboa ha improvvisamente sferrato il “Jab” che ha fatto male e molto alla formazione umbra. Ed ancora, quando quest’ultima sembrava stesse per rimettere a proprio vantaggio la squadra, Micai ha conservato il punto e Casasola ha rimpinguato grazie alle defaiance di Gabriel. La Salernitana è, probabilmente, al netto di necessari miglioramenti, sarà questa: squadra arcigna, poco spettacolare ma tremendamente concreta, che farà dell’amalgama, cattiveria agonistica e guizzi dei singoli le sue principali peculiarità. In attesa che Di Gennaro ed i due Anderson escano dal torpore psico-fisico, il tecnico Colantuono con il materiale umano a disposizione sta ottenendo il massimo dai propri uomini, puntando sulla solidità difensiva che è tipica delle squadre che intendono provare ad essere competitive. Poi c’è la fase offensiva che, al momento, vede i centrocampisti e i difensori andare in rete: una virtù più che una diminutio in attesa che dal reparto avanzato, altri da Djuric (che necessita di rifiatare un pò), possano avere maggiori chance di puntare la porta avversaria: Bocalon docet e da questo punto di vista, lo scarso impiego del doge è l’unico appunto che è possibile muovere ad un tecnico che, invero, da due anni a questa parte lavora senza avere nelle corde un bomber da doppia cifra, almeno sulla carta…

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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