Primi (meritati) fischi per Djuric, ma i centrocampisti non aiutano l’ex Cesena.

Non ruba di certo l’occhio l’attaccante Milan Djuric, che in carriera, è noto a tutti, non si è mai distinto per aver spaccato le porte avversarie. Il giocatore bosniaco fa della stazza fisica e della capacità di aprire gli spazi, la sua peculiare caratteristica. A Salerno, invece, è sfruttato solo per effetto dei cross dalla trequarti. Con il Lecce la sua presenza ha propiziato la rete di Castiglia. Tuttavia, pur non essendo sempre servito a dovere, nel match con il Perugia, Djuric ha avuto l’unica palla goal a favore, servita da un pregevole assist di Casasola, che l’attaccante ha sbagliato, venendo meno in una delle sue peculiarità ovvero il colpo di testa. Pur non avendo disputato un inizio di stagione esaltante, c’è da dire che l’ex Cesena dev’essere messo in condizione di giocare fronte alla porta con i continui rifornimenti sugli esterni: Ragusa e Ciano sulla via Emilia insegnano. Per rendere partecipe l’attaccante al gioco corale, è fondamentale che gli interni di centrocampo accorcino sullo stesso, riducendo le distanze che, ieri pomeriggio, erano alquanto elevate tra il centrocampo e la punta. Djuric non sarà un fenomeno e non ha la stessa capacità mostrata da Bocalon, di creare movimento su tutto il fronte offensivo, ma il sostegno dei centrocampisti e la mancanza di feeling con Jallow, al momento, stanno acuendo il mal di goal atavico nel dna della punta bosniaca.

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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