Troppa strega sull’amaro granata

Il rilancio della strega sulla Salernitana. Il Benevento non bara e cala il poker su di un avversario piuttosto attendista come la Salernitana. Troppo remissiva la formazione granata rispetto ai sanniti confermatisi di gran lunga superiori per qualità di organico e gioco interpretato dagli uomini di mister Bucchi. Al netto della qualità superiore dei propri avversari, la squadra granata è mancata nel gruppo e nell’identità tattica: Anderson non è mai stato in condizione di attaccare la profondità; Jallow fuori condizione ha vagato per il campo alla ricerca di spazi; Casasola a sinistra era proteso a francobollare un imprendibile Federico Ricci, palesando gravi lacune nella fase propositiva. Djuric è stato assolutamente nullo per la propria ostinazione a giocare sempre spalle alla porta senza mai riuscire a far salire la squadra e difendere il pallone. Di poi, quando si dà spazio e tempi di giocata ad un metronomo come Viola, a beneficiarne non possono che essere gli attaccanti: si veda, in tal senso, la prestazione offerta da Improta vero e proprio mattatore di giornata, in grado di sfruttare i tagli alle spalle di Pucino per infilarsi nei corridoi disegnati dai lanci smarcanti del troppo libero regista sannita. Tattica remissiva ed incapacità di rinunciare a giocare, affidandosi eccessivamente ai singoli:In questo contesto lasciare Di Gennaro in panchina (seppur non ancora al meglio) è risultato essere un azzardo. Martedì intanto arriva l’Ascoli a Salerno: la vicinanza con la gara di Benevento potrebbe rappresentare un elettroshock fondamentale per metabolizzare la lezione di calcio posta in essere da Maggio e company.

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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