Salernitana: per “aggirare” le Noif non basterebbe… un trust

Corsi e ricorsi storici: ben sette anni fa ci riprovò l’amministratore di fatto, Antonio Lombardi a “congelare” il proprio patrimonio personale, effettuando un Trust a favore della consorte per sottrarre i beni dall’onta di un fallimento a cui sarebbe, di lì a poco,  l’U.S. Salernitana1919 sarebbe stata travolta. A distanza di anni, dunque, attraverso i canali preferenziali, viene fatta circolare la possibilità di risolvere il problema della multiproprietà attraverso un “trust”.  Ma cos’è un Trust? Risulta essere un istituto giuridico molto in voga nei paesi aderenti al Common law con il quale e per effetto dello stesso, alcuni beni rientranti nel trust,  fuoriescono momentaneamente dalla disponibilità del proprietario per poi essere gestiti in nome e per conto di quest’ultimo dal Protector e dal beneficiario. Trattasi di una sorta di “intestazione qualificata” alla persona fisica o giudirica di beni personali del patrimonio del disponente, volta a sottrarre gli stessi e blindarli da ogni atto che possa inficiare la disponibilità poichè rientranti nel patrimonio di soggetti titolari di aziende o esercenti attività sottoposte ad elevato rischio di sottrazione da parte dell’autorità giudiziaria a seguito di determinate condotte difforme dalla legge. Attraverso il trust, dunque, il disponente non perde la titolarità ma intesta la disponibilità di beni che potrebbero essere soggetti a sequestro, direttamente a persone fisiche o giuridiche di fiducia in grado di poter gestire gli stessi nell’interesse del titolare. Il Trust, pertanto, non determina un effetto traslativo del diritto reale sui beni oggetto di tale istituto giuridico, ma un’intestazione momentanea degli stessi a terze persone fisiche o giuridiche di fiducia del proprietario-disponente. Ebbene, quale risulta essere in tal caso, il collegamento con l’art.16 bis delle noif? Quest’ultimo, infatti, in materia di multiproprietà, sancisce l’impossibilità di una persona fisica, nella fattispecie Marco Mezzaroma, di poter gestire una società di calcio per vincolo di affinità derivante da rapporto di coniugio sancito da Lotito (presidente della Lazio) e la sorella dell’imprenditore romano, Cristina Mezzaroma. L’eventuale messa a disposizione con il trust, delle quote azionarie di Lotito e Mezzaroma ad un beneficiario per effetto del trust, non determinerebbe il passaggio di proprietà necessario per consentire il rispetto della norma. Il bene in questione, la Salernitana, resterebbe a disposizione del beneficiario del Trust, ma sotto tutti gli effetti, ancora di proprietà di due soggetti legati da vincolo di affinità. Ed allora, così come sette anni or sono, ci si chiede se è possibile nel 2018, propinare all’opinione pubblica la soluzione di una problematica attraverso artefici giuridici, davvero, fini a sè stessi. 

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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