Deferimento dell’Avellino. Ecco i motivi e gli scenari futuri

Nelle scorse ore è arrivato il deferimento dalla Procura Federale per quanto riguarda il calcioscommesse datato 2014 e nel quale risultano coinvolti alcuni ex giocatori dell’Avellino, su tutti Francesco Millesi, Maurizio Peccarisi e Armando Izzo, ma ci sono anche i nomi di Raffaele Biancolino, Fabio Pisacane, Mariano Arini e Luigi Castaldo nel documento reso noto dalla Procura Federale. Inoltre, si legge anche di una responsabilità diretta del presidente Walter Taccone per omessa denuncia, in quanto avrebbe saputo degli illeciti e non avrebbe denunciato alle autorità competenti. Ma cosa significa tutto questo? C’è da disperarsi? Andiamo per ordine.

COSA VUOL DIRE DEFERIMENTO:
Il deferimento non è altro che un rinvio a giudizio e quindi non una condanna, in quanto, per intenderci, se Millesi viene arrestato di certo la Procura Federale non può mandare tutto in archiviazione perchè qualcosa di losco c’è. Quindi il deferimento è un passaggio dovuto in questo momento. Senza deferimento non possono giungere nè le condanne, nè le assoluzioni.

LE TEMPISTICHE: Il 20 gennaio ci sarà un’udienza di primo grado, trenta giorni dopo è fissato l’appello per poi giungere a fine marzo dove si pronuncerà definitivamente la Commissione di Garanzia Federale. Questo cosa vuol dire? Che la Procura Federale può richiedere ovviamente il massimo della pena, ma l’Avellino fino a quel momento non subirà alcuna penalizzazione.

IL RUOLO DEL PRESIDENTE TACCONE:
Quando c’è illecito di più tesserati il presidente viene ovviamente chiamato a rispondere, quindi nulla di particolarmente allarmante. Anche questo è un passaggio dovuto. E poi Taccone verrebbe ritenuto responsabile facendo fede alle dichiarazioni di Luca Pini (che “Taccone era a conoscenza delle combine”), soggetto però al momento non ritenuto affidabile dalla Giustizia. E quindi il tutto sarà da provare nelle sedi di competenza.
Ma una domanda non di poco conto va fatta. Può mai il ricavato di una combine superare e soddisfare un presidente più di un premio playoff o promozione in massima serie che si aggira intorno ai 12 milioni di euro? Difficile, quindi i tifosi tutti vanno invitati a riflettere in questo senso.

Infine, la Procura chiederà sempre il massimo delle pene in questione e l’Avellino dovrà ovviamente difendersi. Ma c’è da stare abbastanza sereni, senza fasciarsi la testa prima di rompersela perchè dato che gli interrogatori sono stati fatti tra i mesi di giugno e luglio, se la posizione del club fosse grave, a dicembre sarebbe tutto già stato fatto, in tempi brevi (vedi caso Catania) con le dovute condanne. Invece l’Avellino continua a giocare in campionato serenamente e lo farà per tutto il restante della stagione. Ora sotto con il Bari, perchè la salvezza dei biancoverdi passa solamente dal campo.
fonte: tuttoavellino.it

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