Salernitana-Lotito: per sognAre il patron dovrebbe…… divorziare

claudio lotito” Se invochiamo principi di trasparenza dobbiamo assumere posizioni che siano corrette. Quindi l’ipotesi di due squadre nella stessa Lega sarebbe impraticabile”. Tradotto in soldoni, la Salernitana con patron Lotito e Marco Mezzaroma al comando (per chi ancora facesse finta di nulla), per effetto dell’art.16 bis delle NOIF, non può e non potrà mai aspirare ad un campionato da vertice. Di fatto, la “Favola” Crotone, a Salerno, rappresenta un’utopia per il divieto sancito dalla federazione a due soggetti legati da vincoli di parentela o affinità fino al terzo grado, di poter gestire ( secondo motivi comprensibili) due club nel medesimo campionato. Ed allora, gli interrogativi al netto di tali affermazioni del patron poste in essere all’esito del match vinto in modo convincente con il Trapani, si sprecano: per quale motivo il copatron sull’onta dell’entusiasmo per una vittoria importante, ha da subito deciso di mettere le cose in chiaro? Dovesse questa squadra davvero riuscire a stupire gli stessi addetti ai lavori, il calo di rendimento eventuale per evitare il conseguimento di un obiettivo sulla carta “impossibile”, sarebbe davvero dovuto a fattori imponderabile o al semplice rotolare della sfera sul rettangolo verde? Dovesse accadere l’imponderabile, con una Salernitana già promossa in massima serie ed un’eventuale diatriba tra Lotito ed il nuovo acquirente sul prezzo d’acquisto del club, cosa accadrebbe? La sensazione è che patron Lotito abbia voluto abbassare l’asticella, frenare i bollenti spiriti, far restare tutti con i piedi ben saldi sulla terra senza neppure dare il tempo di metabolizzare la gioia per una vittoria giunta dopo appena sei turni di campionato. Niente di nuovo sotto il sole, diranno coloro che a partire dall’avvento a “Palazzo di Città” da parte dei due comproprietari evidenziò in tempi non sospetti, il problema della multiproprietà, che a Salerno in serie B, sta diventando sempre più improcrastinabile prima ancora di diventare insopportabile. Perchè, infondo, una squadra di calcio può perdere e pareggiare ma non galleggiare rispetto alle altre compagini senza neppure il gusto di poter “sognare” con un filotto consecutivo di vittorie, un traguardo irraggiungibile. L’unico escamotage all’articolo 16 bis delle Noif, sarebbe rappresentato da un’eventuale separazione di patron Lotito con Cristina Mezzaroma: in tal modo, il copatron perderebbe lo status di coniuge all’esito della sentenza di divorzio, divincolandosi dall’affinità con Marco Mezzaroma. Aldilà del paradosso, si comprende come Claudio Lotito, conscio di non poter condurre Salerno dove meriterebbe, abbia azionato le marce basse, pronto ad inserire la retromarcia qualora un gruppo di imprenditori manifestasse la volontà di acquistare il club. Se così fosse, sarebbe giusto ed opportuno accelerare per poter quantomeno sognare e volare con la fantasia…..

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

2 pensieri riguardo “Salernitana-Lotito: per sognAre il patron dovrebbe…… divorziare

  • 27 Settembre 2016 in 13:18
    Permalink

    Scusa ma quando in serie A oltre alla Lazio c’era il Siena di Mezzaroma?come facevano?

    Risposta
    • 27 Settembre 2016 in 13:35
      Permalink

      Salve Angelo,
      la risposta è semplice. Il Mezzaroma a cui tu fai riferimento era massimo Mezzaroma, cugino di Marco Mezzaroma. Con Lotito non è legato da alcun vincolo di parentela o affinità

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *