Salernitana, il peggio è passato.

36Stare collegato e vivere d’ un fiato, stendendosi sopra un burrone senza aver paura di guardare giù. La Salernitana con il Novara è stata l’emblema del remake di una nota canzone, l’esatta dimostrazione che la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare. Già, perchè non ha avuto paura di volare Pietro Terracciano quando c’e’ stato bisogno di difendere i pali granata, nè soggezione alcuna Donnarruma allorquando ha preso l’ascensore per colpire e piazzare la sfera nel sette, migliorando il record di Bari che l’aveva già visto protagonista nei brevi istanti succedutisi al proprio ingresso in campo. La squadra di Torrente si è liberata da ansia e paure, giocando senza timore reverenziale, dimostrando di essere divenuta un gruppo  e come tale di aver imparato a soffrire. In bilico sul ciglio di un precipizio, consapevole che al di là delle frasi di rito, la partita con i piemontesi rappresentava la svolta in positivo del proprio campionato, la formazione granata in un clima surreale, segnato dal ricordo dei folli atti perpetuati in Francia, ha saputo combinare pragmatismo, concretezza e spirito di sacrificio nell’arco degli interi 90^ senza mai perdersi d’animo. Non è stata certo una bella partita, ma la sostanza era molto più importante della forma. Bisognava vincere per muovere la classifica e risollevare il morale: lo si è fatto, giusto dunque guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più, magari cominciando dalla settimana che ha preceduto la gara con il Novara, contrassegnata dall’ordinaria gestione di una squadra di calcio, protesa all’apertura degli allenamenti ai tifosi nel momento del bisogno ed al ripristino della normale cadenza delle conferenze stampa. Non è forse un caso che la gara ordinata dei granata, sia stata il frutto di una settimana tipo sotto tutti i punti di vista. Chiudersi a riccio nelle difficoltà, andare sempre alla ricerca dell’ “untore” di turno, è esercizio che acuisce i problemi e dà adito ad interpretazioni fuorvianti. Nella normalità, la Salernitana è finalmente piombata seppur con colpevole ritardo, ma tant’è: sempre meglio tardi che mai.  All’insegna della mera prassi quotidiana sotto il profilo tecnico e della comunicazione all’esterno, la Salernitana dovrà provare ad ottenere quella regolarità utile a consolidarsi verso le zone più tranquille della classifica, abbandonando l’attuale posizione a margine della linea rossa. In una giornata quasi perfetta, fa specie dover raccontare dell’ennesimo infortunio subito da Bernardini che lede ma non spezza il cerchio immaginario della felicità nel quale sono saltati a piè pari i calciatori granata. L’emergenza e le conseguenti scelte condizionate dagli infortuni restano aspetti contingenti negativi a cui gli uomini di Torrente si sono ormai vaccinati. Da questo punto di vista, a differenza di qualche mese fa, la sensazione è che indipendentemente dagli interpreti, la Salernitana abbia fatto quadrato attorno al tecnico, agendo da squadra per derogare dalle prerogative dei singoli. Il motto “insieme si vince” è insomma tornato di moda, accanto agli atti di ordinaria amministrazione nell’ambito della complessa gestione della comunicazione. La speranza è che tale modus operandi non costituisca l’eccezione, ma divenga anche a Salerno, una semplice  regola da confermare per poter finalmente affermare che il peggio sia passato.

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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