Lotito e la…pecunia doloris di Salerno. Qual è il prezzo giusto?

Alla faccia del bicarbonato di sodio“: così avrebbe esclamato il buon Totò nel sentire le dichiarazioni di Claudio Lotito rilasciate nel post gara di Sabato scorso all’esterno della Tribuna dello stadio Arechi. Niente di nuovo sotto il sole sia per il contenuto intrinseco delle parole che per quanto attiene la mera questione societaria ormai impantanatasi (com’è logico che fosse) nell’articolo 16 bis delle noif. A fronte di una volontà di non cedere la società come dimostrato dalla delega via etere conferita alla tifoseria al fine di rintracciare imprenditori, eventualmente, interessati alla successione sulla toda della nave, di fatto, il comproprietario non ha mai voluto quantificare il valore di mercato conferito alla Salernitana. “A 14 milioni non la vendo”, disse qualche tempo fa nel chiuso della sala stampa dell’Arechi dinanzi a taccuino e telecamere, Claudio Lotito. “Non è possibile comprare il terreno, renderlo edificabile e, di poi, alienarlo secondo lo stesso prezzo d’acquisto“. Ebbene, volendo ragionare senza che il patron apponga il cartello vendesi-come è consuetudine fare in tali circostanze-, è possibile dedurre che la cifra di acquisto che più si avvicina ai desiderata dell’imprenditore romano non sia di molto inferiore ai 20 milioni di euro. Invero, se così fosse, se tale pretesa economica fosse effettivamente avanzata da Lotito e company, l’eventuale imprenditore-acquirente potrebbe già non sedersi al tavolo di concertazione, evitando la due diligence necessaria per approfondire il bilancio ed i libri contabili al fine di comprendere l’ammontare dei costi e dei ricavi di esercizio. 20 milioni di euro per una società priva di un centro sportivo che funga da patrimonializzazione del proprio intrinseco valore nonchè di un settore giovanile all’altezza di una squadra che da tre anni alberga, staziona, galleggia in serie B:A fronte di un’eventuale richiesta economica di tal tipo, l’acquirente di turno interessato, accettasse la proposta, si ritroverebbe ad acquistare  il titolo sportivo della serie B, dovendo poi aprire i cordoni della borsa per l’allestimento della squadra e del settore giovanile. A netto di tale ragionamento effettuato “ob torto collo”, il “proprietario” Lotito al netto delle solite provocazioni, ha confermato la volontà di non volersi privare di un bene in grado di fruttargli plusvalenze nel giro di giocatori spostati da Roma a Salerno e ritorno. La serie B sta benissimo a Lotito e, nel falso storico dello stesso proprietario, ai tifosi granata che nelle more, per storia (secondo il pensiero dell’imprenditore romano) hanno sempre disputato gran parte dei campionati in Lega Pro. Alle provocazioni di Lotito, tendenti a sviare la questione irrisolvibile posta in essere dal nodo sulla comproprietà-salvo atto di vendita, al momento impossibile- Salerno piuttosto che con lo sdegno, dovrebbe rispondere con l’assenza di sostegno. Infondo, ritrovarsi a girare nel corso della gara ufficiale come si stesse sempre disputando il worm-up, risulterebbe essere stantio anche per l’appassionato più accanito di formula 1….. A buon intenditor, poche parole!!!

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