Kiyine-Kiyine, i sogni di rivalsa si sono…..Sprocati

Piano, piano (Kiyine-Kiyine), i sogni di rivalsa sono andati letteralmente….sprocati sul rettangolo verde dell’Arechi. Il fuoco dentro per il “Minala al 96′” che in gergo irpino è stato acuito ed esplicitato nel più famoso “gnummazzo”, ha costituito l’ennesimo limite per la formazione di Walter Alfredo Novellino, apparsa semplicemente inconsistente. Eppure dopo i primi 45^ di gioco la Salernitana era riuscita a capitalizzare, proprio come l’Avellino nel match d’andata, due occasioni concesse dalla formazione ospite. In particolare, la prima rete di Kyine, sembra essere molto simile al raddoppio di Laverone sul cui tiro, in Irpinia nella gara di andata, fu decisiva una deviazione di Odjer (nell’occasione deriso dal cilentano D’Angelo). Sulla conclusione del centrocampista di proprietà del Chievo, invero, proprio Laverone-questa volta nella propria porta-ha influito in negativo, cambiando totalmente la traiettoria del tiro scoccato da distanza siderale, tale da rendere imprendibile la sfera che s’è avviata lemme lemme in porta. A differenza della formazione irpina, la Salernitana nella ripresa non ha abbassato la tensione, anzi, è riuscita a creare le condizioni per poter chiudere definitivamente i conti, sbagliando il calcio di rigore che Zito (ex dal dente avvelenato) ha clamorosamente ciccato, centrando, a dispetto dei sette metri di lunghezza della porta, l’estremo difensore Lezzerini. Proprio in tal frangente, l’Avellino non ha avuto la forza, la lucidità per porre pressione alla formazione di casa, costretta nel contempo a rinunciare per infortunio a Schiavi, al fine di sfruttare una delle due occasioni capitate sotto porta agli irpini,  che avrebbero potuto indirizzare il match-chissà-verso un’altra direzione. Sfortunata, per nulla cinica, fin troppo remissiva:la formazione di Novellino, pian piano, s’è davvero sciolta come neve al sole, lasciando alle mere parole l’enfasi per una rivalsa sportiva che non s’è materializzata, portando a casa un risultato che nel doppio confronto mortifica ancora di più (sportivamente s’intende)la vittoria indimenticabile di Avellino. E la Salernitana? ha dimostrato con l’inserimento di Kyine nel ruolo di mezz’ala e la ritrovata combattività di Bocalon (tra i migliori in campo) di essere una squadra senza mezze misure, dotata di individualità superiori a quelle dell’Avellino, incostanti e non orchestrati in modo organico nel contesto di squadra. Di qui il rendimento ondivago, i bassi e gli alti in termini di rendimento che stavano incutendo il timore di affrontare lo spigoloso “argomento” dei play-out. Mister Colantuono, invece, ha dimostrato di aver compreso tutti i limiti e difetti di una squadra, pronto a cambiare nuovamente vestito tattico ed a puntare tutto sulle qualità dei giocatori più in voga al momento (Pucino, Kyine, Sprocati), riabilitando Bocalon e mettendo in naftalina Vitale. A Frosinone la Salernitana andrà con la testa libera, conscia di poter disputare una gara tutt’altro che scontata. Ma non parlate di play-off: chi nasce tondo non può morire quadrato… Anche in questo caso sarebbero sogni….sprocati!!!

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