Il Pilota è cambiato: resta il “maggiolino tutto matto”.

Un, due e tre:il Foggia dice “olè” con appena tre conclusioni nello specchio della porta. Tre prodezze balistiche che interrompono l’imbattibilità interna della Salernitana, perdurante dallo scorso match con il Frosinone (1-3 per i ciociari). La squadra di Colantuono, sia chiaro, avrebbe meritato di vincere il match per le occasioni profuse, ma la sconfitta immeritata e che dal risultato non lascerebbe spazio a recriminazioni, come accaduto qualche mese fa al cospetto dei ciociari, ha il medesimo filo conduttore. Al cospetto dei “canarini” la Salernitana che illuse (quei pochi, soliti creduloni) sulla possibilità di un aggancio last-minute della zona play-off., salvo poi non riuscire in un obiettivo che costituiva un surplus rispetto ai desiderata societaria, questa volta al cospetto dei “satanelli”, ha evidenziato tutti i limiti di un organico assortito con una pluralità di giocatori, nella maggior parte (eccezion fatta per qualche elemento), dotato di buona tecnica individuale che mal combacia con un assetto tattico, come sempre a Salerno, volubile e mai determinato. S’è passati nel giro di pochi mesi dal 4-3-3 prefigurato da Bollini al 3-4-3 per poi finire al 3-5-2, complice una serie interminabile di infortuni in grado di falcidiare il reparto difensivo. Eppure, proprio nel momento di maggiore difficoltà organica, la Salernitana ha fatto vedere le cose migliori, effettuando delle rimonte clamorose. Tutto ed il contrario di tutto: è questo l’elemento caratterizzante una squadra ballerina, costruita per galleggiare, viaggiare con alti e bassi nella pancia della classifica. Non era in grado di svoltare Bollini, invero sempre proteso ad evidenziare il reale obiettivo della squadra granata ad inizio stagione, non sarà (con tale organico) mister Colantuono al netto del proprio curriculum, capace di cambiare una formazione avente nel dna dei pregi e difetti tipici di un organico destinato a disputare una stagione senza pretese. Se davvero, come dimostrerebbe l’ingaggio di Colantuono, la Salernitana (intesa come compagine societaria) vorrà davvero alzare l’asticella e raggiungere i play-off, in quel di Gennaio il tecnico di Anzio dovrà beneficiare di un numero di giocatori (almeno 3) di caratura superiore a quelli attualmente in dotazione organica. Considerando le difficoltà del mercato e, di fatto, le ambizioni del club, dubitiamo che tale ulteriore dispendio di energie economiche possa in qualche modo balenare nella mente di co-patron Lotito. Senza dimenticare, a sostegno di tale tesi, che la Salernitana ha ancora a “busta paga” giocatori che si concede il “lusso” per ovvie ragioni tecnico-tattiche di non impiegare. Il Rosina “redivivo” dopo un mese di assenza e Zito, nonchè il lungo degente Della Rocca, sono i classici esempi di un’assenza di programmazione tipica di una squadra che non ha-e non può avere-altri obiettivi al di fuori della salvezza. Ed allora, che il pilota di gran classe e curriculum alla mano, non costituisca per l’ennesima volta una farsa. Pur essendo cambiato il guidatore, la Salernitana non era e non è altro che un “maggiolino tutto matto” in grado di vinceree perdere al cospetto di qualsiasi avversario: Foggia, al netto del fattore “kulomb”, insegna. Se davvero si vuole che diventi un’autovettura full optional, patron Lotito dovrà investire seriamente, ingaggiando giocatori di livello superiore e di maggior costo. Lo farà davvero?  Sussiste la reale intenzione di svoltare o l’ingaggio di un allenatore di “grido” come Colantuono rappresenta un classico specchietto dell’allodole. In ogni caso, questa sconfitta-immeritata- potrà costituire un monito ed un ulteriore elemento per i “sognatori” onde, una volta avvicinatisi alla realtà, comprendere le reali intenzioni della società nel famoso calciomercato di riparazione, di cui la Salernitana non avrebbe bisogno in caso di una tranquilla permanenza in cadetteria. Come sempre, il verdetto sarà espresso dal campo, l’unico in grado di “smascherare” i reali e non reconditi obiettivi dei sognatori e strombazzatori musicali di turno…

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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