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Salernitana: ricominciamo a vincere

Per lei tiferò, kilometri percorrerò e la proteggerò ovunque andrò……” I cuscini della beneamata intrisi di granata, rappresentati da coloro che alla stregua “degli eroi” di Brescia, hanno rischiato la vita lungo una strada impervia, pur di assicurare il colore e calore ad una squadra apparsa copia sbiadita della formazione vista ed ammirata al “Partenio” ed al “Piola”. Le prodezze di Minala,  i guizzi di Rossi, la determinazione di Ricci, avevano probabilmente offuscato dei limiti strutturali acuiti da una riduzione dell’intensità atletica che la fa da padrone in queste ultime settimane.La sensazione è che allorquando i granata abbassano i ritmi diventino incredibilmente prevedibili, palesando  le intrinseche difficoltà di una manovra protesa da sempre, seppur con differente approccio, a distruggere la ragnatela avversaria per poi dedicarsi a veloci e ficcanti transisizioni. Quelle “volgari” ripartenze, l’inserimento negli spazi, l’attacco alla profondità e lo spirito di gruppo devono tornare a contraddistinguere le prestazioni di un gruppo tenuto a giocare di squadra senza consentirsi il lusso di cullarsi sui colpi dei “singoli”. Due calici amari in appena quindici giorni sono stati bevuti, quanto basta per ossidare il ricordo che deve restare fulgido, delle imprese di Novara ed Avellino. Affinchè tali gesta non siano cancellate da una serie di risultati ambigui, la Salernitana deve ricominciare a riattivare le idee, derogando da quel lassismo che ne ha contraddistinto le ultime uscite. Scendere in campo senza restare con la testa negli spogliatoi è il primo obiettivo da conseguire, lasciando agli avversari l’onere di dimostrare la maggiore bravura senza essere in alcun modo avvantaggiati da una prestazione incolore. Ritrovare concentrazione e determinazione per ricominciare a vincere. Nel calcio si sa, le rimonte, i risultati camaleontici delle prime 12 partite di campionato possono essere cancellati in un batter d’ali, che Salerno non ha più intenzione di tarpare. Lo meritano i suoi tifosi, coloro che sempre e per sempre ci saranno. Basta solo questo per rimboccarsi le mani e ricominciare dopo aver, fisiologicamente, spento la luce. Perchè a Salerno basta poco per poter riaccendere l’entusiasmo, quel fuoco che arde sotto la cenere. Spegnerlo, di questi tempi, con il Natale e la speranza che bussano alle porte del cuore, sarebbe davvero un peccato. Salernitana, destati!!!

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