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Cremonese, Cittadella, Brescia:la maledizione del trequartista.

La Salernitana e la “sindrome” del trequartista. Sarà un caso, ma se tre indizi fanno una prova, la squadra di Bollini mostra di patire, senza alcuna capacità di reazione, lo schieramento tattico che si avvalga del giocatore impiegato tra le linee. Con la Cremonese, l’ex Piccolo ha fatto ammattire il proprio diretto marcatore Signorelli, sacrificato, franco-bollato sul prodotto del settore giovanile della Salernitana che un tempo fu di Aniello Alberti. La storia s’è ripetuta con il Cittadella e, dulcis in fundo, in quel di Brescia ove Tesser è stato bravo a capitalizzare l’imbarazzo della squadra granata, spostando Torregrossa al fianco di Caracciolo e posizionando Bisoli alle spalle dei due attaccanti. In tre partite la Salernitana ha collezionato appena un punto, sacrificando il faro del centrocampo ad uomo sul trequartista, limitando Signorelli nella costruzione del gioco. Tre indizi che evidenziano una limitazione a cui non ancora Bollini è riuscito a trovare una contromisura. Sabato all’Arechi arriverà il Perugia che non fa uso del trequartista:già questa è una buona notizia per ritornare a coniugare il dolce verbo della vittoria.

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