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Cittadella-Salernitana: due mondi agli antipodi. Foscarini e Venturato: 2 tecnici in 12 anni per i veneti. 9 gli avvicendamenti in casa granata

Cittadella-Salernitana, due formazioni così vicine in classifica ed altrettanto lontane in termini di politica societaria. Questione di necessità, contingenze, esigenze…. Il Cittadella dal 2005 in poi ha costruito il suo futuro tecnico attorno a due soli tecnici. Nel lontano 2005 sulla panchina dei Veneti, puniti all’Arechi da una rete di Roberto Magliocco, sedeva Claudio Foscarini, sostituito due anni or sono da Claudio Venturato dal quale la formazione patavina è ripartita in Lega Pro, conquistando la promozione in serie B al primo colpo e confermandosi quale variabile impazzita nel campionato cadetto. Due soli allenatori in ben 12 anni di gestione tecnica. Discorso agli antipodi per la Salernitana, condizionato ed inficiato dalle vicissitudini societarie intervallate da due fallimenti in appena sei anni. Nell’era Lombardi, in particolare, la Salernitana dei “costruttori” ripartì da Imborgia e Costantini al quale successe Stefano Cuoghi. Al traghettatore granata, l’anno successivo, fece da seguito l’ex allenatore della Primavera, Novelli, al quale Sestu a parte venne affidata una squadra mediocre in grado di riuscire a fatica a risollevarsi dai bassifondi della classifica con l’ingaggio di Fabiani quale neo direttore sportivo e l’arrivo sulla panchina granata di Bellotto. Anno nuovo, vita nuova nel 2007/2008 allorquando la squadra granata venne rivoltata come un calzino mediante l’ingaggio faraonico dei Cammarata, Mamede, Troise e Di Napoli di turno a cui fece da seguito l’ennesimo avvicendamento tecnico Agostinelli-Brini. Raggiunto l’obiettivo della promozione, la Salernitana diede vita ad una nuova rivoluzione con l’arrivo di Fabrizio Castori a cui successero Mutti (per un intervallo di cinque partite senza alcun punto) e Fabio Brini prima dell’interregno rappresentato dal ritorno momentaneo dell’ex trainer del Cesena. L’anno successivo, la società di Lombardi mostrò i primi segnali di default, allestendo una formazione in grado di segnare fin dall’inizio il mesto ritorno in Lega Pro con tanto di certificazione giunta proprio sul rettangolo verde del “Tombolato” ove la notizia rispetto all’ennesima disfatta granata, fu rappresentata dalla penalizzazione per effetto del caso “Potenza-Salernitana”, che contraddistinse gli investimenti profusi nel precedente anno in terza serie. Gli ingaggi onerosi di calciatori “datati”, l’assenza di una programmazione portarono il costruttore di Vallo della Lucania a ripartire dalla Lega Pro con un budget limitato ed un novero di calciatori (ben 30) a busta paga. La farsa si concluse all’esito di un campionato tribolato e condizionato dalle penalizzazioni per inadempienze amministrative, con la sconfitta nella finale play off e la successiva scomparsa dalla mappa professionistica del calcio italiano. 10 allenatori silurati in soli cinque anni di gestione da parte di Lombardi possono bastare per evidenziare una gestione scellerata di una società acquistata a costo zero per effetto del “lodo Petrucci” che consentì alla Salernitana di ripartire dalla terza serie al momento della scomparsa della società facente capo a patron Aniello Aliberti per debiti con l’Erario. Il resto è storia attuale contrassegnata dall’arrivo in “pompa magna” del duo Lotito e Mezzaroma in grado di riportare Salerno e la Salernitana dalle polveri della quarta serie alla seconda divisione italiana in poco meno di quattro anni. Anche in tal caso, le vicissitudini tecnico-tattiche hanno generato un continuo alternarsi di custodi sulla panchina granata: A cominciare da Perrone (bis e ter) per poi giungere a Galderisi, Sanderra, Gregucci, Somma, Menichini, Torrente, Sannino e dulcis in fundo Bollini, l’unico in grado di guadagnarsi la riconferma all’esito di una stagione. Ben 9 allenatori in 6 anni di gestione. Numeri che stridono con il modus-operandi del Cittadella, squadra rappresentativa di un “quartiere” di Salerno, ma in grado con la programmazione e l’investimento sui giovani di valore di dare un seguito ad un progetto tecnico-tattico di qualità e, soprattutto, duraturo nel tempo…

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