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Salernitana: la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare… Mi fido di te

C’è una convinzione che accompagna i granata in questa prima, avvincente, emozionante, brillante, parte di stagione.  Una sensazione di immunità più forte di tutte le avversità che pure hanno accompagnato in termini di infortuni, la formazione di mister Bollini.  Quello stare in bilico sul precipizio, in equilibrio precario, ad un passo dal baratro guardando giù senza provare alcun senso di vuoto. Cadere e rialzarsi in un batter d’ali, sospirare, soffrire per poi gioire all’inverosimile.  Paradiso-inferno, inferno-paradiso in ogni partita, ogni male-benedetto sabato di singolar tensione. La comitiva del goal che risulta essere per la varietà delle soluzioni offensive e l’imprevedibilità insite nel proprio DNA, una variabile impazzita, elemento indecifrabile per gli avversari, inermi rispetto alla pluralità dell’essere positivo dell’undici granata nell’affrontare ogni tipo di ostacolo nel corso di una medesima partita. Cesena è stata l’esaltazione, la giusta sintesi di una prima parte di stagione in cui pronostici pre-gara e nel corso della stessa, nell’arco di pochi minuti, frazioni di secondo, sono stati spazzati via. Mister Bollini ha forgiato un gruppo impermeabile alle avversità, impartendo in ogni singolo componente, quello spirito di adattamento e di sacrificio in favore del collettivo che fa la differenza. La Salernitana coniata dal tecnico granata è semplicemente incurante: dell’inferiorità numerica, del doppio svantaggio, degli infortuni e delle prodezze balistiche degli avversari (vedasi missile terra-aria lanciato da Kone verso la porta di Adamonis). La Salernitana incassa alla stregua di Roky balboa sul ring contro il poderoso pugile russo Drago, ma i colpi inferti, in grado di mettere a tappeto qualsiasi avversario, determinano i granata a respingere con maggiore veemenza ed interessi quanto “incassato”. Ed allora, il risultato non può che premiare chi in queste prime giornate di campionato, avendo eletto domicilio su di un ciglio di un burrone ha dimostrato, certificato come la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare. Ed allora, Salernitana: mi fido di te!!!!

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