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Salernitana regina delle rimonte. In sette gare, una sola volta granata in vantaggio

Di rimonta…. Sempre a rincorrere gli avversari, a recuperare in condizioni precarie, difficili. La Salernitana, eccezion fatta per la gara di Venezia e la vittoriosa affermazione con lo Spezia, a partire dal primo match in campionato disputato all’Arechi con la Ternana, è stata sempre costretta ad inseguire, passando solo una volta in vantaggio contro i liguri. Con le “fere” Bocalon e compagni sono stati costretti a recuperare per tre volte il risultato. A Vercelli, la porta di Adamonis è rimasta inviolata, mentre con il Pescara, la formazione di Bollini ha dovuto di nuovo sciolinare un secondo tempo di grande carattere e cuore per recuperare il doppio svantaggio. L’unica gara “serena” seppur condizionata-questa volta a favore-dagli episodi, è stata rappresentata dal match vittorioso con lo Spezia che ha salvato la panchina di Bollini, fin dalla prima dichiarazione anti-aziendalista rilasciata agli albori della nuova stagione, finito clamorosamente nell’occhio del ciclone e della società granata. In totale la formazione granata ha realizzato nove goal, subendone otto, effettuando in sette partite ben quattro rimonte, mai riuscendo tuttavia a completarle, passando in sette partite fin qui disputate solamente una volta in vantaggio. Numeri che denotano difficoltà dell’intera squadra nella fase difensiva, acuite da un reparto arretrato falcidiato dagli infortuni in serie accorsi a Perico, Tuia e Bernardini che non aiutano il processo di crescita. A partire dal match di Sabato pomeriggio con l’Ascoli. i granata dovranno ritornare alla vittoria, chiudendo a doppia mandata la porta di Radunovic apparso molto reattivo tra i pali ma eccessivamente ballerino nelle uscite coraggiose ed al contempo intempestive al di fuori della propria area di rigore. La Salernitana va registrata in difesa ma soprattutto a centrocampo ove le assenze e le difficoltà a costruire un terzetto base difensivo, all’esito del passaggio al 3-4-1-2 che ha segnato l’evoluzione di Bollini a partire dal match con lo Spezia-ripetuto nel bel secondo tempo di Parma-ad ora non consente al tecnico di poter far vestire alla squadra un determinato vestito tattico. Con l’Ascoli all’insegna della continuità di risultati, provando a ridurre il margine degli errori ed a sottrarsi dall’insana abitudine di rimontare partite dal destino quasi segnato. La Salernitana di sicuro, date le rimonte effettuate a metà, dimostra di avere grinta e cuore da vendere, ma urge trovare quella lucidità e costanza di applicazione per evitare di complicarsi la vita, mettendo a repentaglio il morale dei calciatori e le coronarie dei tifosi. La virtù sta nel mezzo, nel cuore del centrocampo, reparto in cui Bollini e come lui i propri predecessori, non è ancora riuscito a trovare la quadra.

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