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Finale Scudetto. Jomi, Cardaci: “Nessun calo di concentrazione, abbiamo il match point”

Cresce a dismisura l’attesa per la gara 2 della finale scudetto di
pallamano femminile che domenica pomeriggio (fischio d’inizio alle ore
18.30) vedrà scendere in campo la Jomi del presidente Mario Pisapia e
le campionesse in carica dell’Indeco Conversano. Sarà la quinta sfida
stagionale tra le due formazioni che hanno dominato il campionato e
che, anche domenica scorsa al Pala San Giacomo di Conversano, hanno
regalato emozioni e spettacolo ai rispettivi tifosi accorsi in massa
per assistere alla sfida. In gara 1 sono state Coppola e compagne ad
avere la meglio per 24 a 18, al termine di una gara in cui le ospiti
hanno mostrato carattere e determinazione, mentre le pugliesi, tranne
che nei primi venti minuti di gara, sono sembrate un po’ “timide” e in
notevole difficoltà soprattutto in attacco. Ogni gara ha comunque ha
una propria storia ed a nulla serve ricordare i quattro precedenti
stagionali con tre vittorie delle salernitane e l’avvincente pareggio
nella finale di Coppa Italia terminata con la vittoria ai rigori delle
pugliesi. Insomma gli ingredienti per assistere all’ennesima partita
al cardiopalma ci sono tutti e per la Jomi la conquista del tricolore,
davanti ai propri appassionati tifosi, sarebbe il giusto epilogo ad
una stagione incredibile con tanti primati infranti e che sicuramente
potrebbe essere ricordata per tantissimi anni. I dati al momento sono
questi: 29 vittorie su 29 partite disputate, migliore difesa del
campionato con una media di appena 19 reti subite a partita, storico
record di imbattibilità in campionato battuto con questa striscia di
successi che di fatto ha cancellato quello del Cassano Magnago degli
anni d’oro (era la stagione 1991/92 con 28 vittorie consecutive) e,
come se non bastasse, la Jomi è stata capace di espugnare il campo di
Conversano che risultava inviolato dal lontano 2012. Nonostante i
numeri parlino chiaro, getta tanta acqua sul fuoco mister Salvo
Cardaci che tiene a sottolineare: “Non abbiamo ancora vinto nulla e
solo domenica sera, al termine dell’ennesima sfida contro capitan
Chiarappa e compagne, sapremo se siamo riusciti in due gare a
conquistare lo scudetto”. Che partita si aspetta alla Palumbo? “Un
match come tutti gli altri dove le due formazioni più attrezzate della
serie A lotteranno su ogni pallone per provare a vincere. Le mie
ragazze credono fortemente di poter chiudere la contesa, ma sono
perfettamente consapevoli anche della voglia delle avversarie di
riscattarsi e di allungare la finale. Veniamo da una vittoria netta e
meritata in quel di Conversano e avremo il vantaggio non indifferente
di giocare davanti ai nostri tantissimi tifosi che, dopo averci
seguito tutto l’anno in anche in trasferta, riempiranno
all’inverosimile l’impianto e quindi potrebbero veramente diventare
l’ottavo uomo in campo, magari donna – afferma sorridendo coach
Cardaci”. Cosa teme di più delle avversarie? “Il team del collega Pino
Fanelli non molla mai ed è troppo abituato a vincere e lo dimostrano i
7 trofei consecutivi messi in bacheca negli ultimi tre anni – dice il
tecnico siciliano – ma abbiamo già dimostrato sul campo di avere i
mezzi per imporre il nostro gioco e, anche questa volta, proveremo ad
impostare la partita nella maniera migliore sia in difesa, dove la
nostra Prunster e tutte le altre stanno attraversando un momento di
grazia, ma anche in attacco con diverse soluzioni a disposizione che a
Conversano hanno finito con il creare il break vincente”. Una
considerazione finale se la sente di fare? “L’unica cosa che mi sento
di dire è che siamo veramente ad un passo da qualcosa di straordinario
su cui in pochi avrebbero scommesso in così poco tempo e dopo le
stagioni di “transizione” degli ultimi anni. A mio avviso sarebbe il
giusto premio a chi ha creduto in questa rifondazione tecnica creando
le condizioni giuste per ritrovare entusiasmo e nuovi stimoli.
Permettetemi di rivolgere un pensiero perché se tutto ciò sarà
possibile e solo grazie alla loro voglia di scommettersi e di crederci
(parlo delle nuove arrivate e delle tante giovani presenti in rosa) e
a quella di non considerarsi atlete finite (delle nostre fantastiche
senatrici). Abbiamo un match point ragazze e non lo possiamo
sprecare”.

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