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24 Maggio 1999: Ricordare affinchè non debba mai più accadere

Il treno della tristezza e dell’immane tragedia che ideologicamente transita a grande velocità da 18 anni a questa parte sulla tratta Piacenza- Salerno lasciando un senso di vuoto e tristezza infinita.  Le urla, gli strepiti, il dolore che hanno accompagnato quella bara rovente dalla galleria di Santa Lucia alla stazione centrale di Salerno rappresentano una sentenza di condanna incontrovertibile per una sciagura che avrebbe potuta essere evitata se solo non si fosse consentito a quel treno di assunto incredibilmente ad una comitiva “bestiame” la partenza dalla stazione emiliana.  D’altronde, si sa, è difficile andare via quando si prova a scendere da un treno mentre va, per sottrarsi ad una fine sicura dettata dalle esalazioni e dalle fiamme di un vagone (il famoso vagone 5) appiccato per divertimento o per eludere-chissà- i controlli delle forze dell’ordine nel momento dell’arrivo al capolinea non più ferroviario ma della vita di quattro giovani ragazzi: Enzo, Giuseppe, Ciro e Simone. Quest’ultimo morto per salvare la vita di chi come lui si era trovato soltanto nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Da allora quel treno della disgrazia ogni anno il 24 Maggio transita per Salerno trascinando con se le vittime ed i ricordi indelebili di una tragedia evitabile. Come ogni anno di questi tempi, Salerno non dimentica la sciagura di quel giorno ove la retrocessione dalla massima serie della Salernitana passò in secondo piano per la perdita del bene della vita di quattro giovani tifosi granata. Da allora, il treno della vergogna, le carovane di tifosi assiepati come bestie in vagoni assunti a vere e proprie gabbie di persone che finiscono per tramutarsi in belve inferocite, sono stati soppressi per ragioni di ordine pubblico, allorquando il danno irreparabile era già stato perpetuato. Dal 24 Maggio del 1998, quello della coscienza, viaggia parallelamente a Salerno nella ferma convinzione che quanto accaduto, costituisca una pagina nera da ricordare e mai più fomentare perchè lo sport è fatto per accendere la vita, ardere il fuoco della passione non quello della tragedia, dello sgomento e della rassegnazione. E’ il vagone della lotta e non della desolazione. Il treno ad alta velocità per ricordarsi di ricordare affinchè il domani non sia più ieri….

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