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Prima il “derby” poi il futuro. Bollini potrebbe restare ma il condizionale è d’obbligo

L’ultima curva prima del rettifilo finale è rappresentato dal derby con l’Avellino. La formazione biancoverde giungerà all’Arechi con la necessità di uscire imbattuta dall’impianto di via Allende, forte della possibilità di chiudere il discorso salvezza negli ultimi 90^ con il Latina dinanzi al pubblico amico. La Salernitana che con la sconfitta di Carpi non ha più nulla da chiedere alla propria stagione, in attesa di programmare la prossima, proverà ed effettuare il canonico “sgambetto” ai cugini, ponendo in essere l’ultima fatica dinanzi al pubblico amico nella “giornata granata” prefigurata da Lotito, contrassegnata dal ribasso dei prezzi in tutti i settori dello stadio. Il derby poi il futuro che è ormai già dietro l’angolo. La Salernitana ripartirà dal diesse Fabiani e molto probabilmente dalla riconferma del tecnico Alberto Bollini. Il trainer lombardo ha conseguito la missione salvezza con scioltezza non riuscendo ad effettuare il salto di qualità che, invero, non era nelle corde della squadra granata. Lotito pare abbia già assicurato a Bollini “sulla parola” la riconferma ma nel calcio si sa, in assenza della firma in calce al contratto, difficilmente si potrà ritenere chiusa la questione. Bollini spera, sulla scorta dei buoni risultati ottenuti sulla toda della nave a stagione inoltrata, di poter guidare la comitiva granata anche nella prossima stagione.  Da valutare le considerazioni nel merito di Co-patron Mezzaroma e del diesse Fabiani. Quest’ultimo è da sempre stato propenso ad un genere di allenatori maggiormente inclini ad un calcio meno propositivo, votato più alla sostanza. Tutto dipenderà dagli obiettivi prefigurati dal club di via allende che, così come sempre dichiarato dalle parti interessate, sarebbero dovuti decollare al terzo anno di B per effetto di una programmazione veicolata verso tale tipo orizzonte.  Il campionato volge al desio, la Salernitana, derby a parte, non ha più nulla da chiedere, sarebbe giusto ed opportuno sfruttare il tempo a disposizione per cominciare a definire con coerenza tecnico-tattica la squadra ed il condottiero del prossimo futuro lontano ma non lontanissimo, derogando dagli errori marchiani delle ultime due stagioni che hanno evidenziato e confermato in seno al club più di qualche difetto in termini prospettici.

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