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Pasqua, gli errori ed il grande bluff…. dei play off

L’assist, indirettamente, oltre il 90^ l’ha servito il sig. Pasqua ai canali”privilegiati”, quelli idonei a trovare le esimenti per sostenere la causa della riconferma del diesse Fabiani sulla toda della nave. Non avesse il sig. Pasqua (guarda i paradossi della vita) concesso il rigore inesistente (sullo 0-2 per il Frosinone dopo appena 17^ di gioco), non avrebbe in alcun modo potuto consentire a chi di dovere di nascondersi dietro la solita esimente di turno degli errori arbitrali che, di fatto, seppure certificati, non possono e non devono far derogare dall’evidente superiorità manifestata dalla squadra di Marino. Se i ciociari in classifica generale vantano allo stato attuale ben 17 punti di distacco dai granata, qualcosa in più (probabilmente) dovranno pure avere-come ampiamente dimostrato ieri sera- rispetto ai granata di Bollini. Che nello sprint delle cinque vittorie consecutive hanno dato tutto ciò che era nelle corde per potere conseguire prima del tempo il risultato prefigurato: il conseguimento della salvezza. I play off costituivano e costituiscono ancora (ma solo matematicamente) il grande bluff, l’incentivo alla conferma di un direttore sportivo capace in due anni di gestione di propinare al calcio salernitano giocatori del calibro di Zito, Della Rocca, Bittante, Joao Silva, Grillo, Cenaj e chi più ne ha, ne metta. Fabiani è d’altronde l’emblema di una fluttuazione costante della Salernitana in una serie B mediocre in cui la squadra granata dopo aver raggiunto la salvezza, sta dimostrando di essere in grado di vincere la gara a chi tra le contendenti si “sottrae” all’accesso ai play off. La mediocrità nella mediocrità generale che ha consentito agli orrori tecnico tattici commessi da Sannino(uomo di fiducia del direttore Fabiani) ad inizio campionato, di poter essere colmati da Lotito e Bollini con interventi mirati nel corso del mercato di riparazione. Appena, tuttavia, Sprocati ha finito la benzina e Minala ha cominciato dopo un buon impatto a derogare dalla regolarità che non aveva avuto nel corso del precedente anno e mezzo trascorso in naftalina, la Salernitana terminato il proprio sprint salvezza, ha chiuso “mentalmente” i rubinetti. La squadra d’altronde è stata costruita con scienza e coscienza per albergare nella pancia della classifica. Non si può chiedere ad una lumaca di diventare lepre. E se questa ci prova ugualmente ad effettuare la metamorfosi, bisognerà ugualmente batterle le mani per il sacrificio e l’impegno manifestato. La Salernitana nel suo essere una buona squadra e nulla di più, ha recitato da tempo la propria parte. Ora, qualcuno, insiste e persiste, giura e spergiura che i play off siano alla portata, venendo smentito clamorosamente dai fatti: dopo l’ultimo stacco con il Latina, la Salernitana ha “naturalmente” errato tutte le opportunità concesse dal calendario per svoltare: Terni, Pro Vercelli, Bari su tutte. Gare in cui la Salernitana doveva ricoprire un ruolo non confacente alle proprie qualità che sono buone in alcuni suoi componenti ma non idonee per competere ad alti livelli nonostante la mediocrità insita nel campionato di B, risultante essere tra i più scarsi degli ultimi anni. Ed allora, invece di agevolare il grande bluff, assecondare i desiderata di chi cerca consensi in piazza, spremendo la squadra fino all’osso pur di conseguire un risultato utile ad una propria sicura riconferma, piuttosto che fossilizzarsi sugli errori arbitrali del sig. Pasqua che nulla tolgono al predominio del Frosinone, occorrerebbe rifarsi la stessa domanda da due anni sempre in voga: Cosa vuol fare la Salernitana da grande? Provateci voi, chi vi parla ci ha provato ed è stato già “daspato”, reo di aver formulato domande che dal campo e dai diretti interessati non ancora hanno ricevuto un’adeguata risposta. Pensare di questi tempi non aiuta, meglio assecondare e sperare ancora nei play off per certificare un grande lavoro di equipe che da due anni a questa parte ha generato solo fluttuazioni con “normali” giocatori: Joao Silva, Zito, Della Rocca su tutti, rappresentanti un patrimonio del “Fabian-unesco”, sui quali ripartire e fondare una grande Salernitana. Un pò di sana ironia e fantasia, signori: questa è solo finzione!!!

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