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Salernitana, i goal scarseggiano. Appena 39 in 38 gare. -11 per il tandem Coda-Donnarumma

A.A.A. cercasi goal, disperatamente. La Salernitana di Alberto Bollini, costretta a recuperare il deficit di punti e di media inglese ereditato dalla gestione Sannino, ha raggiunto buoni margini di rendimento, ottenendo un ottimo equilibrio tra la fase difensiva e quella offensiva. I numeri parlano chiaro: la Salernitana ha segnato in 38 partite, 39 goal (1,2 goal a partita), subendone 36 (0,94 a gara). Con l’arrivo di Bollini in termini di reti subite, considerando l’imbattibilità di Gomis perdurante per ben sei turni ed interrotta dalla rete di Avenatti in quel di Terni, la difesa granata è riuscita ad assestarsi con il pacchetto difensivo composto da Perico, Vitale sulle corsie laterali a sostegno di Tuia e Bernardini, fino a risultare essere la terza migliore difesa del campionato (in tal senso il prossimo avversario, il Frosinone, risulta aver incassato fino ad ora, 2 reti in più, 38), ma in attacco “le polveri” bagnate cominciano a farsi sentire. Massimo Coda continua a “cantare e portare” la croce, ma le sue tredici realizzazioni, quest’anno, non hanno fatto il palio con le reti messe a segno dagli altri attaccanti in dotazione organica. Eccezion fatta per Alfredo Donnarumma che da subentrato è l’attaccante avente il migliore rendimento realizzativo sulla scorta del binomio minuti giocati/reti messe a segno, il restante delle punte a disposizione di Alberto Bollini non sta dando i frutti sperati. Alessandro Rosina, pur avendo già realizzato sette reti, due messe a segno nell’ultimo periodo (trasferta di Pisa ed in casa con il Latina), non sta offrendo tutto il potenziale prefigurato dai dirigenti granata al momento del proprio ingaggio. Improta fino ad ora ha messo a segno una sola rete, mentre Mattia Sprocati, considerando il periodo di rodaggio attraversato al momento del proprio arrivo a Salerno nel mese di Gennaio, ha già timbrato (in granata) due volte il tabellino, superando in parte lo scarso feeling con la porta avversaria fin qui palesato in carriera dall’esterno offensivo monzese. Nella passata stagione, invece, la Salernitana di Menichini, grazie all’apporto di Gatto e Nalini sulle corsie laterali, in un più fluido 4-4-2, riuscì ad ottimizzare le due “bocche da fuoco” che alla fine della “giostra”produssero quelle reti (17 per Coda, 13 per Donnarumma), valse la permanenza in serie B. Ad oggi, per ragione tecnico tattiche, i due bomber hanno giocato con il contagocce insieme, mettendo fino ad ora a segno 19 reti a fronte dei 30 realizzati nell’arco dello scorso campionato. Ed ancora, al momento è risultato essere nullo l’apporto offerto da Joao Silva che, invero, eccezion fatta per l’esperienza di Bari ove riuscì a realizzare 9 reti, non risulta essere quel terminale offensivo in grado di assicurare per “curricula”, un adeguato contributo alla fase realizzativa. Scarso, invece, risulta essere il rendimento dei centrocampisti in zona goal. Il più prolifico della mediana risulta essere Massimiliano Busellato che con le reti realizzate ad Avellino e Vicenza ci stava perdendo gusto prima di dover tirare il freno a mano. Minala, che pure ha in dote un buon gruzzoletto di reti, ha siglato appena un goal, mentre Odjer e Della Rocca non sono giocatori per curricula in grado di assicurare un adeguato contributo. L’ex centrocampista del Perugia, infatti, ha già superato il proprio record personale, bucando per due volte la rete avversaria a fronte di uno zero spaccato in termini realizzativi che campeggiava al momento del proprio arrivo a Salerno. In difesa, Bernardini s’è sbloccato al cospetto dell’Ascoli, mentre Vitale ha già messo a segno due goal. Qualcosa in più era lecito aspettarsi da Perico che al cospetto della Ternana s’è tolto la soddisfazione di bucare la rete avversaria, avendo in dotazione, soprattutto sugli sviluppi di calcio d’angolo, nei famosi “blocchi” in area di rigore, un buon numero di reti. Alla Salernitana, tuttavia, rispetto alla passata stagione mancano le reti del tandem Coda-Donnarumma, che paradossalmente lo scorso anno, con una squadra di gran lunga inferiore nella qualità dei singoli, giocando maggiormente insieme, riuscirono a fare sfracelli delle difese avversarie. La truppa di Menichini, salvatasi dal marasma della terza serie per effetto degli spareggi play out, riuscì nella regular-season a mettere a segno 48 reti, subendone ben 62. Al netto di un evidente miglioramento sotto il profilo della fase difensiva, la Salernitana per conseguire il traguardo dell’ottava posizione (ultima utile per la qualificazione ai play off), in quattro partite potrebbe e dovrebbe provare ad avvicinarsi al novero di reti messe a segno nella scorsa stagione da parte di una squadra costretta, seppur con caratteristiche, uomini ed esigenze differenti, a cercare sempre e comunque la via del goal. Menichini nel marasma generale, al netto di un coefficiente di difficoltà superiore, riuscì ad ottimizzare l’oro cristallizzato nella coppia offensiva, quella stessa che, al netto di una formazione di gran lunga superiore (quella attuale), nonostante l’evidente miglioramento per effetto della cura Bollini, in termini di rendimento sotto porta ed, in particolare nelle ultime due partite, fatica incredibilmente a trovare la rete avversaria pur avendo a disposizione (almeno sulla carta) gli stessi Coda e Donnarumma. Paradossi dettati da una campagna estiva impregnata sul vizio originale di aver di fatto diviso la coppia dalle “uova d’oro”, gli spauracchi dei difensori avversari sotto rete…

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