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Mennea raccontato dalla dolce metà ” Era un sognatore ed il peggior nemico di se stesso”.

Pietro Mennea a Mosca, nel lontano 1980, conquistò il record mondiale (di 19″72) ancora oggi resistente a livello Europeo nella specialità “200 metri”. Aveva quattro lauree ed il desiderio perenne di superare gli ostacoli anche quelli che apparivano insormontabili. Ogni momento della propria vita si rivelava utile per correre con la pioggia, con il sole o la neve. Lasciata l’attività agonistica, l’ex dirigente della Salernitana nella stagione 1998/1999 in serie A, soprannominato la “freccia del Sud”, si era dedicato a collaborare nello studio di cui era titolare la moglie, l’avv. Manuela Olivieri che descrive il marito in un’intervista rilasciata al quotidiano “Il fatto quotidiano”. ” Il mio Pietro era un combattente, si allenava 350 giorni all’anno. Non conosceva le stagioni, nè le feste tant’è che dopo il pranzo di Natale, spesso si recava dal custode del campo per chiedergli di aprilo onde potersi allenare. Gli piaceva leggere i quotidiani, al mio Pietro la parola impossibile era sconosciuta. Parlava spesso delle sconfitte ed in particolare dell’Olimpiade di Montreal dove avrebbe voluto vincere e si classificò quarto. Proprio da quel momento cominciarono gli anni più belli della propria carriera: nel ’78 ai campionati europei di Praga vinse i 100 e i 200, nel ’79 fece il record del mondo dei 200 a città del Messico ed infine, nel 1980 conquistò l’oro olimpico a Mosca. Mennea era un ragazzo timido a cui non piaceva apparire, per questo motivo non amava andare alla Domenica Sportiva ogni qualvolta riceveva un invito che lo avrebbe costretto a perdere tre giorni di allenamento, una cosa intollerabile“. Mennea da quattro anni è stato sconfitto da un tumore, ma la sua è una vita che continua attraverso la Fondazione “Pietro Mennea” di cui per propria volontà, la signora Olivieri cerca di sostenere con grande sacrificio “Perchè pochi giorni prima di morire, Pietro mi chiese di fare il possibile per non mandare tutto in malora visto che dalle cose buone possono nascere solo cose migliori

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