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Salernitana: il presente in 12 gare per poi uscire dalla Caverna del calcio in “bianco e nero”

Dodici partite prima della fine del campionato. Dodici partite da affrontare con la serenità e la consapevolezza di avere tutti i mezzi per conseguire in scioltezza l’obiettivo della tranquilla permanenza in cadetteria. Nel mirino di mister Bollini e dei propri ragazzi c’è la necessità di realizzare quanto prima quei 12 punti necessari per chiudere la “pratica” salvezza e guardare con più tranquillità al futuro da programmare in netta e necessaria antitesi rispetto alle ultime due stagioni di campionato. La Salernitana, d’altronde, sarà tenuta a cambiare registro per beneficiare dei surplus e degli incentivi economici derivanti dalla mutualità, assicurati da investimenti delle società atipiche di calcio sulle strutture ricettizie ed in particolare sul settore giovanile che dalle fondamenta risulta ormai costituire un vero e proprio palazzo fatiscente. Abbattere il passato e ricostruire il presente per un futuro radioso fondato su investimenti non legati all'”usurato” sicuro, ma al lancio in prima squadra di giocatori sui quali investire quale serbatoio da destinare alla prima squadra. L’Atalanta, oggi e da sempre, rappresenta un fulgido esempio da seguire. Certo i bergamaschi possono contare su strutture adeguate, ma la prima pietra da apporre a Salerno è il taglio netto con l’attuale composizione del settore giovanile, così come impostato, difficilmente in grado di riservare negli anni i giusti profitti e le giuste soddisfazioni. Lavorare sulle fondamenta, investire sui cartellini piuttosto che sugli ingaggi,provare ad allestire una struttura ricettiva all’altezza di una società professionistica. Investimenti per il presente, protesi ad un orizzonte più consono ad abbinare il binomio risultati-profitti economici, non tanto tempo fa, costituenti il fiore all’occhiello di società che hanno fatto calcio e non pallone nella medesima città. Uscire dalla “caverna” fatta di ombre, esporre il viso e gli occhi al sole per derogare dalle ombre e cominciare ad apprezzare la bellezza del calcio non più in bianco e nero. Se la storia è maestra di vita, Salerno può riuscire a far parlare di se per il calcio e non il pallone secondo l’Hashtag #fuori c’è il sole….

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