LA JOMI CELEBRA LORIA. “SAPRA’ ESSERE IL PRESIDENTE DI TUTTI”

LA JOMI CELEBRA LORIA. “SAPRA’ ESSERE IL PRESIDENTE DI TUTTI”

“Auguri di buon lavoro al nostro Presidente Pasquale Loria”. Anche La
Jomi Salerno si unisce al coro delle congratulazioni che in queste ore
stanno giungendo da ogni angolo d’Italia al neo Presidente della FIGH.
“Ovvio che i nostri sono auguri speciali perché Pasquale è stata
l’anima del nostro progetto sportivo, il responsabile tecnico dei
nostri successi sportivi – sottolinea il patron Mario Pisapia – e
nessuno più di noi conosce la sua passione, la sua conoscenza, la sua
abnegazione. Non eravamo spettatori disinteressati alla competizione
elettorale ma il fatto che buona parte dell’Italia della pallamano
oggi riconosca al nostro storico dirigente grandi capacità ci riempie
di gioia; è un’ulteriore attestato di stima per quello che ha saputo
fare Salerno per questo sport”. La Jomi tutta, negli ultimi mesi, si è
stretta intorno a Loria per accompagnarlo in questa dura e
importantissima battaglia ed alla fine è naturale oltre che
comprensibile la gioia. “Siamo certi che per la pallamano italiana
comincia una nuova era, Pasquale saprà trasmettere a tutti la sua
irrefrenabile passione, saprà essere il presidente di tutti. Noi come
sempre saremo al suo fianco rispettando come è giusto che sia il suo
nuovo ruolo”. Ecco, il punto è proprio questo. La PDO Salerno ora
dovrà fare a meno del suo storico direttore, una “perdita” importante.
“In verità – sottolinea Pisapia – sono due anni che Pasquale è ai
margini del nostro progetto sportivo, non poteva essere impegnato in
prima fila come sempre è stato e per ovvie ragioni ma questo ha
permesso al club di far crescere altre figure, di poggiarsi su basi
comunque solide quelle che Pasquale in questi anni ha saputo comunque
costruire. Non avremmo mai rinunciato alla professionalità di
Pasquale, o meglio – conclude Pisapia – lo avremmo fatto per una sola
ragione: quella per la quale oggi festeggiamo! Siamo certi di aver
fatto un grande regalo al Movimento. Mai rinuncia fu più gradita…”

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