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Sofferenza in mediana nei primi 45^, poliedricità nella seconda frazione. L’analisi del match

Un pareggio in quel di Benevento ed una vittoria nello scontro diretto con il Brescia possono bastare per rispettare la media inglese e frenare l’emorragia di punti che al netto di un periodo negativo e sfortunato, avevano condotto la squadra di Bollini a lasciare cadeau per strada al cospetto di Trapani e Spal. Dopo la bella e coriacea prestazione di Benevento, la Salernitana ha ricaricato le batterie con mister Bollini che ha dimostrato ancora una volta di saper ottimizzare il lavoro settimanale, dando spazio a tutte le energie umane della rosa a propria disposizione. Antonio Zito e Mattia Sprocati ne rappresentano un fulgido esempio: l’ex Avellino dopo una gagliarda prestazione in quel di Benevento, nella partita con il Brescia, da interno di centrocampo ha sofferto l’inferiorità numerica, complice l’impiego di ben 5 centrocampisti da parte di Brocchi in luogo dei tre mediani granata. Il lavoro di spola effettuato dai due cursori di fascia ospiti, ha assicurato nei primi 45^ più densità alla zona nevralgica del campo. Sulle corsie esterne, Perico ed in particolare modo Vitale sono risultati eccessivamente remissivi e bloccati. L’ex Ternana ha dovuto frenare e limitare le scorribande nella trequarti avversaria onde assicurare la protezione della zona di pertinenza e la copertura a Sprocati, risultante essere un vero e proprio motorino sulla corsia mancina: la respinta di Minelli sul tiro a botta sicura dell’ex Pro Vercelli grida ancora vendetta. Nella ripresa, mister Bollini ha ridisegnato la Salernitana inserendo forze fresche con Della Rocca che ha rimpolpato la mediana in luogo di uno stanco Rosina. Di poi, l’ingresso di Donnarumma ha assicurato maggiore enfasi all’attacco: l’ex attaccante del Teramo dapprima ha sfiorato il goal, aprendo troppo l’angolo di tiro a due passi da Minelli per poi siglare, di testa, da vero e proprio rapace d’area di rigore, la rete della sicurezza. Il ritorno al goal di Alfredo Donnarumma, limitato da acciacchi fisici e necessità di far quadrare l’assetto dalla cintola in giù, restituisce a Bollini un’ulteriore freccia in più al proprio arco. L’attaccante di Torre Annunziata è elemento prezioso da far sentire maggiormente in voga all’interno del gruppo granata e del progetto tecnico tattico. La Salernitana, ora, è attesa all’ennesimo esame di maturità in quel di Chiavari. Superarlo a pieni voti, equivarrebbe riuscire lì dove Coda e compagni hanno peccato fino ad ora ovvero effettuare il fatidico salto di qualità verso l’alto… Il Campionato di serie B, in tal senso, attende ancora i granata, in caso contrario la Salernitana non avrà fatto altro che raggiungere l’unico obiettivo prefissato fin dall’inizio dalla società del duo Lotito-Mezzaroma ovvero una “soft” permanenza in cadetteria…

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