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Art.16 bis delle Noif. Cosa cambia con la rielezione di Tavecchio? Ecco i possibili scenari

E vissero felici e contenti: Lotito e Tavecchio in tandem. Il primo nel ruolo di braccio destro e megafono dell’ex presidente della Serie Nazionale Dilettanti, l’altro quale candidato alla conferma nel ruolo di presidente nazionale della Figc, hanno raggiunto l’obiettivo, aggiudicandosi i favori del 54% del bacino di utenza. La maggioranza delle società professionistiche e di quarta serie hanno voluto confermare il mandato nelle mani di Tavecchio, legittimando in tal modo la politica condotta in FIGC fino all’altro ieri. Ed ora? Per quanto concerne il futuro in “casa granata”, quali potrebbero essere gli scenari in merito all’auspicata riforma dell’art.16 bis delle Noif sulle multiproprietà? Tavecchio, invero, nei suoi programmi elettorali ha da sempre strizzato l’occhio ad una modifica in termini di riduzione della “gradazione” dell’affinità dal quarto al terzo grado, smussando il vincolo imposto dalla norma ostativa della compartecipazione di più soggetti legati da rapporti di affinità in differenti società calcistiche militanti nel medesimo campionato. Al momento, in attesa di rinnovare il Consiglio Federale, la rettifica della norma in “melius” per la società granata dipenderà dalla deliberazione dell’organo collegiale composto dai presidenti delle singole società professionistiche. Occorrerà dunque valutare se l’interesse, al momento coinvolgente la sola società granata, alla modifica di una norma che riguarda esclusivamente il club di via Allende, possa trovare i favori dei “colleghi” di Mezzaroma e Claudio Lotito. Da non dimenticare che nel frattempo, sul tavolo di concertazione del presidente Tavecchio è da tempo stata presentata una bozza di formazione di Leghe “satelliti” ove posizionare le cosiddette “squadre B”, così come da tempo è strutturata la seconda serie Spagnola, costituita dai serbatoi delle formazioni più in voga e ricche della Liga. Delle due l’una: o il Consiglio federale approverà l’inserimento delle squadre “alter ego” delle società di massima serie, costituendo un calderone di giovani da far sbocciare nelle serie minori per poi riproporli in prima squadra, oppure, la norma sulla multiprorietà potrebbe costituire un’alternativa a tale modus operandi. Di fatto, al momento, la vicenda multiproprietà, l’interesse a derogare dal limite del vincolo di affinità tra due comproprietari di un medesimo club, è circoscritto alla sola Salernitana, che in passato ha già beneficiato di una deroga per poter accedere al professionismo. Modificare la norma solo per Salerno, senza che tale volontà sia corrisposta dal resto delle teste pensanti in consiglio Federale, al momento, è esercizio alquanto difficile da praticare. Nè, in tal senso, la conferma di Lotito quale consigliere federale al fianco di Tavecchio, potrebbe agevolare il “nulla osta” alla rivisitazione del vincolo normativo. La sensazione è che quanto più tale vicenda susciti il clamore generale e l’interesse di chi in federazione come Lotito, ricopra ruoli istituzionali, tanto meno il superamento di un ostacolo apposto per la sola Salernitana, possa essere in qualche modo effettuato. La partita, insomma, è ancora tutta da giocare e la rielezione di Tavecchio rappresenta il secondo tempo, non certo il triplice fischio finale.

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