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Ricomincio da tre: La difesa ridisegnata da Bollini in forza del “numero perfetto”

Ha mostrato di non essere integralista, tutt’altro. Mister Bollini è uomo di calcio, allenatore avente alle spalle un passato di tutto rispetto. Il tecnico lombardo prima di giungere a Salerno ne ha fatta di strada: con la Lazio Primavera ed al fianco di un certo Edy Reja, in quel di Roma e Bergamo. Di poi, l’esperienza professionale a Lecce finita con una rincorsa fallita per un nulla, complice un inizio ad handicap della formazione pugliese. Bollini è giunto a Salerno con grande umiltà ed al contempo con quella grinta e determinazione che hanno da subito fatto breccia in Coda e compagni. Pronti-via, la trasferta di Bari, quella successiva di Frosinone. Il calendario che non dà una mano, ma la Salernitana ha fin dalle prime battute dimostrato di aver cominciato a recepire i dettami del tecnico granata: lavoro, sacrificio, spirito di squadra, anteposizione del “noi” all'”io” per il bene comune della squadra. Assertore del 4-3-3, Bollini non ha disdegnato di cambiare pelle alla sua Salernitana in funzione degli avversari e delle contingenze da affrontare. Fermo restando le palle inattive, vero cruccio del trainer granata per quanto concerne il recente passato- nelle ultime uscite, infatti la Salernitana è migliorata anche sotto questo punto di vista- Alberto Bollini in conformità alle risultanze della campagna trasferimenti di Gennaio, ha saputo forgiare la squadra in funzione del 4-3-1-2 che consenta di poter sfruttare a pieno le caratteristiche dei tre moschettieri “Rosina-Coda-Donnarumma” e perchè no, quando necessario, del 3-5-2 (vedasi la gara di Vicenza). Con la difesa a 3 al cospetto del Novara, la formazione granata ha rischiato poco e nulla con Gomis che ha fatto da mero spettatore. In quel di Verona, invece, il passaggio alla difesa a quattro (schierata otto volte su nove partite dal tecnico granata) ha prodotto due errori difensivi, complice sbavature individuali marchiani. In quel di Vicenza, il tecnico Bollini ha preferito dare fiducia a Tuia, in luogo dell’infortunato Perico, pur di mantenere e consolidare il sincronismo difensivo con Bernardini ed il rigenerato Schiavi, tornato nuovamente utile alla causa all’esito di un mercato di riparazione vissuto sempre in singolar tensione. In mediana, con Ronaldo bravo a giostrare palloni, in grado di fungere da cervello pensante, avente ai propri lati due motorini quali Busellato e Minala, la manovra ne ha beneficiato in termini di fluidità ed imprevedibilità. Importante l’apporto sulle corsie laterali di Vitale e Bittante. L’ex Ternana è insostituibile nell’organico del tecnico Bollini, mentre il neo arrivato Bittante sta dimostrando tutto il proprio valore, disimpegnandosi con successo nel ruolo di esterno destro sia di un centrocampo a quattro che a cinque. La duttilità dei due calciatori è tale da assicurare in corso d’opera un cambio repentino di modulo. L’attacco, infine, può contare sulle percussioni laterali o i tagli centrali di Improta, sfortunato ed impacciato con il Novara ed il gran lavoro di sponda di Coda al quale dovrà in futuro associarsi il lavoro di maggiore qualità da parte di Alessandro Rosina. Con la conferma della difesa a tre, la Salernitana potrebbe ora tornare al 3-4-3 o 3-4-1-2 in grado di poter ottimizzare tutto il potenziale offensivo nel momento in cui Donnarumma ritorni a disposizione del tecnico. Con la mediana a quattro, al centro ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, avendo Bollini a disposizione Ronaldo, Busellato, Odjer (rientrato a Vicenza dopo un lungo infortunio) e Della Rocca (al netto del recupero dall’infortunio alla caviglia) per due ruoli. Numeri, moduli che lasciano il tempo che trovano. L’importante è aver conferito alla squadra una propria identità, derogando dal singolo a favore del collettivo. In questo mister Bollini è riuscito li dove i propri predecessori avevano fallito, ora e chissà per sempre in funzione del fatidico numero “perfetto”

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