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Da Sprocati a…. Sprocati. L’ultimo “x” interno risale alla gara decisa dall’ex Pro Vercelli

Da Mattia Sprocati a…. Mattia Sprocati. L’ex Parma, ultimo acquisto della campagna trasferimenti invernale, indirettamente ha segnato il passaggio in termini di trasferimento da Vercelli a Salerno nonchè l’ultimo pareggio interno della Salernitana con la formazione di mister Longo, gara che si rivelò decisiva per le sorti di mister Sannino ed il nuovo corso “Bollini”. Dal match con la Pro Vercelli a quello con il Novara, la Salernitana di mister Bollini aveva perso il filo conduttore con il segno “x”, conquistando nel corso delle otto gare con al timone il tecnico lombardo, ben 10 punti in otto partite, frutto di quattro sconfitte tre vittorie ed un pareggio conseguito con il Novara, Sabato scorso. L’ex esterno offensivo di Perugia e Pro Vercelli è stato l’ultimo marcatore all’Arechi in grado di fissare il risultato di parità a cui fecero da seguito le dichiarazioni “en plen eir di mister Sannino seguite dalle dimissioni di quest’ultimo. Da allora fino ad oggi, con mister Bollini la Salernitana non aveva mai conosciuto il significato del “pareggio”, lasciando immeritatamente punti per strada in quel di Bari, Avellino e Verona. Sprocati, invero, rappresenta anche l’essenza della campagna trasferimenti invernale: trattasi di un giocatore giunto a Salerno non in perfette condizioni fisiche, tant’è che Bollini ha ritenuto opportuno negli ultimi minuti di gioco del match con il Novara, impiegare per il forcing finale Joao silva, preferendolo al nuovo arrivato. Sprocati, Minala, Gomis e Bittante, le conferme obbligate di Zito e Schiavi, rappresentano lo specchio fedele del modus agendi della Salernitana in materia di trattative di mercato. Dopo aver provveduto ad esautorare Pietro Terracciano, fallito il tentativo di alleggerire il monte ingaggi con le cessioni dell’ex difensore di Padova e Lecce e del centrocampista ex Avellino (ad appena un anno dalla sottoscrizione del faraonico triennale), il club di via Allende ha preferito non appesantire le casse societarie con investimenti che nulla avrebbero aggiunto al reale ed unico obiettivo prefigurato: una tranquilla salvezza. L’omissione pertanto non è tanto nel mercato di riparazione, quanto nel difetto di comunicazione, lo stesso dietro il quale con grande difficoltà, cadendo in incredibili contraddizioni, copatron Lotito sta finendo per cadere pur di non dichiarare esplicitamente-come la piazza pretende- il limite di competizione dettato dalle Noif che costituisce una sorta di braccialetto elettronico, un divieto di dimora ed accesso in massima serie da parte del sodalizio di via Allende. Più che una diminutio di obiettivi, Lotito ha difficoltà a far digerire alla piazza un’assenza di ambizioni e sogni legittimi in qualunque società calcistica indipendentemente dalle tradizioni e dalla storia. Il vizio di fondo è nella genesi di una società che non potrà mai tagliare i ponti con un divieto assoluto di superamento del massimo guado possibile rappresentato dalla serie B. Tutto il resto sarebbe grasso che cola, investimenti “sprocati” per un presente che stride con il desiderio di un futuro ambizioso da parte della torcida granata.

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