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TURRIS. L’addio al veleno di Giacomarro: “Organico mediocre e società poco compatta”

giacomarroRabbia e delusione nelle parole di Domenico Giacomarro, dopo l’esonero che ha interrotto bruscamente la sua esperienza alla guida della Turris, a poco più di un mese dal suo insediamento sulla panchina corallina: “Mi dispiace tantissimo per come è andata a finire e sinceramente non mi aspettavo questa decisione. Mi è sembrato prematuro mandarmi via dopo sole 4 settimane, senza darmi il tempo fisiologico per dare un minimo di organizzazione ad una squadra che comunque aveva vari problemi. La verità è che la Turris è stata troppo sopravvalutata, forse anche da me, ma con la rosa attuale a mi avviso non può ambire alla vittoria del campionato. Quando sono arrivato ho detto che l’organico sulla carta era attrezzato perché conoscevo 4-5 individualità importanti, che avrei voluto allenare anche in passato. Ma da sole, senza una struttura portante che le sostenesse, potevano fare ben poco. I limiti poi sono usciti allo scoperto man mano, mi sono dovuto ricredere. Servono altre componenti come organizzazione, testa, professionalità e personalità. Cose che mancavano e che stavo cercando di inculcare, ma non era possibile ottenerle subito”.

LE SCELTE TATTICHE – “La squadra è stata caricata di troppe responsabilità, oltre le sue reali possibilità. Mi sono ritrovato un organico nel complesso mediocre: 4 prime punte dalle stesse caratteristiche, senza nessuno che desse la profondità. Una difesa costituita solo da 2 centrali importanti per la categoria, senza un’alternativa di livello. Stesso dicasi per la mediana, dove se Danucci stava male non sapevo chi mettere. Under contati e non di prima fascia, ad eccezione del portiere. Quello che a mio avviso si poteva fare e che ho cercato di fare, era limitare i danni fino a dicembre, per poi apporre importanti correttivi con il mercato invernale. E credo che così facendo avremmo potuto giocarcela fino alla fine”. Il trainer siciliano aggiunge: “Molti mi contestano il passaggio alla difesa a 3, ma come potevo fare il 4-4-2 se in squadra non c’è nessuno in grado di saltare l’uomo? Io il 4-4-2 l’ho fatto in carriera e a Pagani ci ho vinto anche un campionato con questo modulo, ma avevo sulle fasce Zotti e D’Amore, non so se mi spiego… Per fare la differenza con questo sistema servono le coppie sugli esterni di grande valore ed io non le avevo. Le palle lunghe non fanno parte del mio credo, perciò ho ritenuto il 3-5-2 lo schieramento migliore per tamponare le falle e allo stesso tempo esaltare De Gol e Di Girolamo, poi con i dovuti rinforzi avrei pensato di giocare anche in un altro modo. Nel frattempo però stavo cercando di dare un minimo di ordine alla squadra, perché per me è questa l’unica strada per fare bene a lunga distanza”.

LA SOCIETA’ – Giacomarro poi punta il dito contro la società: “Si sarebbe potuto evitare tutto questo casino. Mi sono fidato di qualche dirigente nell’accettare l’incarico, ma c’è stato un gioco al massacro. In carriera ho lottato per il primato con squadre dal budget inferiore a quello della Turris, ma alle spalle c’era un club che ti sosteneva e non scaricava le colpe su giocatori e allenatore al primo risultato negativo. Se non credevano nelle mie idee era inutile chiamarmi. Era meglio continuare con Baratto. Senza compattezza, chiunque avrebbe troverebbe difficoltà”.

fontE: tuttoturris

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