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Il Napoli non vince, ma gioca bene: i grandi numeri incoraggiano Sarri

1-napoli-roma-sarri-fotocuomo-2Anche se freddi, qualcosa vorranno (o potranno) pur dire: i numeri sono l’altra faccia di una partita, l’antagonista del risultato che spesso mente o inganna. Si (ri)parte da loro all’indomani della sconfitta con la Juventus e del pareggio col Besiktas, amici che consolano anche il più triste dei tifosi risollevandone l’umore all’orizzonte della sfida contro la Lazio, in programma domani sera allo stadio San Paolo alle ore 20.45.

STATISTICHE. I numeri sono come il gioco d’azzardo o l’alcool: il buon senso ne richiede un utilizzo moderato al fine di non andare oltre, complicando le cose. Ma all’1-1 di Istanbul è inevitabile non affiancare i 14 tiri complessivi (dati Opta) di cui 5 nello specchio della porta, il 56% di possesso palla, i 608 passaggi riusciti, le 64 palle recuperate, l’83% di giocate utili. Il pentolone delle cifre è profondo e si pesca un po’ a caso ogni indizio che provi ad alleggerire l’umore di una piazza insoddisfatta per gli ultimi risultati. Alla statistica s’affianca la spiegazione soggettiva dell’astinenza da tre punti che dura da due partite. Perché il Napoli non ha vinto, pur giocando bene? Fortunato chi possiede la risposta esatta, intuitivo chi riconduce gli ultimi due risultati all’assenza del centravanti, alle difficoltà in zona gol e, anche, alla prolungata degenza di Albiol.

EMERGENZA. La lista degli indisponibili è la prima causa dei problemi: giocar bene è un’ottima notizia solo in parte se alla manovra fluida manca il finalizzatore, l’Higuain di turno che poteva essere anche Milik prima del crack in nazionale. Gabbiadini, in tal senso, è solo un ripiego neppure troppo efficace, equivoco tattico gettato nella mischia in mancanza d’alternative, seconda punta perfetta che mal si sposa col 4-3-3 di Sarri. L’attaccante bergamasco non dialoga coi compagni, fatica a protegger palla e quando chiama la profondità brancola spesso nel buio, ignorato dagli esterni. Deve ritrovare fiducia sia in sé stesso che negli altri, ma il tempo (s)corre veloce e gennaio s’avvicina con tutti i suoi possibili risvolti. Alle difficoltà di concretizzare s’aggiunge la fragilità difensiva certificata dai numeri: undici gol subiti in sette gare. L’assenza di Albiol pesa.

OTTIMISMO. La sfida alla Lazio, quarta in classifica a quota 21 punti, uno in più del Napoli, sarà l’occasione per testare la fiducia da riporre nei numeri: ingannano oppure no? Poche ore prima del responso. Domani sera, nel silenzio di uno stadio che non sarà pieno, si ripartirà dal bel gioco, dalla filosofia di Sarri che non muta a seconda dei singoli, dalla volontà di invertire il trend andando oltre i propri limiti riconducibili alle assenze o ad una fragilità mentale figlia del momento. Se il vero problema è solo il gol allora potrà essere risolto in breve tempo, viceversa sarà opportuno ricercare altrove la soluzione dubitando perfino dai numeri, l’antagonista del risultato che ha torto spesso, ma non sempre.
fontE: tuttonapoli/ Fabio Tarantino per Il Roma

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