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In Veneto si ritorna alla difesa a tre. Da decidere il partner di Coda.

dsc_2217Sette punti in cinque gare di campionato, quattro goal fatti, tre subiti. La coperta corta sembra al momento calzare ad hoc per il gruppo a disposizione di mister Sannino. Il tecnico di Ottaviano, anche al cospetto del Pisa, complice la posizione di Rosina (partito inizialmente da quarto di destra in un 4-4-2), è stato costretto a variare modulo tattico, passando dapprima al 4-3-1-2 per poi varare la difesa a tre, inserendo Caccavallo in luogo di Donnarumma (il più pericoloso dei suoi) ed il brasiliano Felipe in luogo di uno statico Perico. Il tecnico granata fin dall’inizio della stagione, allorquando ancora il fantasista calabrese non si era aggregato alla truppa, ha da sempre provato, studiato e mentalizzato il gruppo a disposizione secondo i dettami del 4-4-2, salvo poi essere costretto ad impiegare la difesa a tre per l’assenza di Perico o le non perfette condizioni di Vitale (basti pensare alla prima gara di campionato a La Spezia). Ebbene, dopo aver trovato la quadra con l’inserimento sulle corsie laterali di Improta e Vitale a protezione del terzetto difensivo e l’impiego di Rosina da seconda punta in luogo di Donnarumma, il tecnico granata è ritornato nuovamente all’antico a partire dalla gara con la Virtus Entella ove al netto di due prestazioni all’altezza della situazione sviscerate al cospetto di Benevento e Brescia, la Salernitana (complice la posizione da mezz’ala destra di Rosina), sulla corsia di destra ha faticato e non poco a trovare l’equilibrio in campo, pagando dazio successivamente per la giornata negativa di Vitale. Ad Ascoli, il tecnico ha riproposto il 3-5-2, effettuando un mini turnover in favore di Caccavallo, per la prima volta impiegato dal 1^ in luogo di uno stanco Rosina. Al cospetto del Pisa, infine, mister Sannino ha preferito schierare la propria squadra secondo i propri desiderata, impiegando di nuovo contemporaneamente e fin dall’inizio Coda, Donnarumma e Rosina, quest’ultimo schierato nel ruolo di esterno di centocampo un 4-4-2, ruolo nel quale il calciatore è apparso essere un “pesce fuor d’acqua”, tendendo “naturalmente” ad accentrarsi invece di attaccare la profondità, seppur nella circostanza non fosse ben supportato da Perico, il cui apporto in termini di sovrapposizioni è stato per lo più nullo. Al “Tombolato”, il tecnico Sannino ricambierà di nuovo modulo, passando ob torto collo alla difesa a tre e rinfoltendo la mediana in cui uno tra Zito ed Odjer affiancherà Della Rocca e Busellato. In attacco, dopo l’ennesimo cambio di Donnarumma a partita in corso, sarà ancora ballottaggio per un posto accanto a Coda tra l’ex attaccante del Teramo e lo stesso Rosina, con quest’ultimo divenuto uno dei punti fermi ed insostituibili sul quale difficilmente però la Salernitana fatica ancora a trovare l’agognata identità tattica.

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