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In bilico tra la linea del passato ed il “fantasma” del presente ordito sull’enigma Rosina.

dsc_2516In bilico… tra sogni e falsi dei o miti senza un equilibrio. Sospesa tra sussurri, frasi dette e travisate, difetto di comunicazione tra proprietà ed allenatore frutto di una “seconda scelta” avallata da “Formello”, al quale gli si chiede di allenare una squadra che non è ne una Ferrari nè una cinquecento, bensì una semplice berlina fatta passare dalla “casa madre” come una fuoriserie sulla scorta degli onerosi investimenti effettuati e “sbattuti” in capo al tecnico, “reo” di non far valorizzare il materiale umano a disposizione. Il goal “fantasma” di Donnarumma, quel pallone che danza sulla linea per poi oltrepassarla salvo essere ben nascosto da Ujkani è l’emblema di una stagione fattucchiera, ordita, costruita sulla farsa riga di quella passata rispetto alla quale la Salernitana condivide il medesimo obiettivo da conseguire con minore patema d’animo. E’ questo nient’altro che questo il reale obiettivo della formazione granata ed al contempo il grande equivoco su cui la società di via Allende danza per poter mantenere tutti sulla corda, conferire degli stimoli ad una piazza che in caso contrario dovrebbe assistere ad un campionato “soft”, incapace di lottare per il vertice ed al contempo risultante essere estranea dalla lotta salvezza. In bilico tra i vorrei ed i non posso della piazza, sospesa tra le orme di un passato ormai lontanissimo, che hanno ricalcato sotto le vesti di Breda e Gattuso il prato dell’Arechi ed un presente ectoplasmatico in cui pur di rianimare gli animi, assicurare degli scossoni, la società pone in pasto all’opinione pubblica il difetto di comunicazione con il tecnico di turno, lamentando torti dalla dea bendata per i tanti episodi sfortunati inficianti il cammino della formazione granata. Al netto dei pali e dei goals non dati, il problema di fondo resta e risulta essere difficilmente risolvibile: l’undici granata seppur di qualità superiore rispetto alla passata stagione, ha degli interpreti difficilmente amalgamabili, in grado di poter coesistere accanto al grande equivoco tattico “Rosina”. Il giocatore tanto atteso, il fulcro degli investimenti si sta tramutando in un peso quasi insopportabile. Pur di far giocare l’ex Siena, mister Sannino sta perdendo la bussola, cambiando moduli a go-go e sacrificando il giocatore in ruoli poco confacenti per età e caratteristiche alle proprie qualità. Senza mai prescindere da Rosina, la Salernitana si sta semplicemente snaturando, limitando le scelte ad un ristretto numero di giocatori, per giunta immessi in un sistema di gioco mutevole e fuori ruolo. Il risultato è un ibrido che quando sovrastato dalle individualità, riesce a produrre a correnti alternati degli attimi di intense emozioni destinate a soffermarsi su pali o traverse o nella migliore delle ipotesi sulla linea di porta. Ed allora ci si appella al fattore “C”, a quella dea bendata che aiuta solo gli audaci. La società granata è tale ma solo nella volontà di voler nascondere con raggiri ed artifici il suo reale obiettivo ovvero l’ormai raggiungimento del proprio limite massimo d’espressione. Questa compagine oltre tale vivere alla giornata non può andare: il passato è andato, il presente rappresenta un “fantasma” che si nasconde dietro i falsi miti degli investimenti a “perdere” di Lotito e company. La verità nuda è cruda è che la Salernitana e la sua tifoseria non hanno e non potranno (al momento) mai avere una programmazione, fluttuando senza nessuna consistenza nell’etere calcistico. Al momento la Salernitana resta una “partecipata” al campionato di pertinenza, costretta contro il tempo a rifocillarsi con i ricordi di un passato pur di non accettare un presente ed in particolare un futuro che non c’è…..

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