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Il ritorno del “Ringhio”. ” Fu Pavone a volermi. Potevamo essere la rivelazione”

fotoreporter-guglielmo-gambardella-10I bei tempi andati, che tornano ogni qualvolta un protagonista dei fantastici anni ’90 si appresta a calcare l’erba dell’Arechi. Rino Gattuso (per i tifosi Ringhio), 25 presenze in massima serie con la Salernitana di Delio Rossi, è tornato a parlare di Salernitana e del suo passato breve ma intenso con la casacca granata sulle colonne del quotidiano “il Mattino” di Salerno, oggi in edicola. L’esordio in maglia granata dell’ex campione del mondo avvenne nella gara interna con la Lazio decisa in “condominio” tra Di Vaio e Giacomo Tedesco. Gattuso ricorda attimo per attimo tutti i momenti che segnarono in negativo quell’ avvincente ma al contempo sfortunata annata ” Gettammo tanti punti alle ortiche. Ricordo la partita con il Bari. Dal possibile raddoppio di Chianese al contropiede che valse il pareggio. Ed ancora il match con la Fiorentina, li prendemmo a pallonate per 94^ per poi subire la rete di Torricelli a tempo scaduto. Non posso-aggiunge Gattuso- dimenticare l’episodio relativa all’attaccante Tuta in quel famoso Venezia- Bari. Quell’anno accaddero molte cose strane, tant’è che dopo la retrocessione di Piacenza, per quello che accadde sul campo nel post gara mi furono comminate tre giornate di squalifica“. I ricordi fanno da contraltare al rammarico per ciò che poteva essere e non è stato ” Fossimo riusciti a salvarci quell’anno, non dico che l’anno successivo avremmo fatto l’Europa League ma si sarebbero aperti nuovi scenari. Sono grato a Salerno che mi ha riportato in Italia a 19 anni dopo che fui costretto da Perugia ad emigrare in Scozia“. Per la cronaca, a volere fortemente il centrocampista calabrese a Salerno fu il diesse Pavone che concluse la trattativa per una cifra pari a circa dieci miliardi delle vecchie lire. Investimento ben fatto che avrebbe portato un surplus di 10 milioni del vecchio conio nelle casse della società granata a seguito della cessione di “ringhio” al Milan dei campioni, lo stesso che rifilò in massima serie proprio al Siena di Sannino, un perentorio poker, con Gattuso sempre protagonista: lì, sempre lì a recuperare palloni, a lottare senza paura con i campioni. In tal senso il “face to face” con Davids o la più famosa “foca” saranno per sempre delle gesta da conservare con affetto e cura nello scrigno del cuore tutto a tinte granata.

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