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Pareggio che fa morale, ma c’è sempre l’errore individuale….

dsc_9119Punita da se stessa. La Salernitana nelle ultime partite ha sempre pagato dazio all’errore del singolo: in quel di Ferrara tre clamorose disattenzioni hanno prodotto altrettanti realizzazioni degli avversari, pronti a colpire e ferire approfittando delle sbavature dei singoli (nell’occasione Schiavi e Vitale). Nel match con il Benevento, di poi, la disattenzione sullo sviluppo di calcio d’angolo, ha determinato la riapertura di un match dominato dai granata, mentre al “Rigamonti” il solito calcio piazzato dalla bandierina preceduto dall’errore di Odjer dinanzi al portiere qualche minuto prima, ha cristallizzato il punteggio sull’uno ad uno. Ieri pomeriggio, la Salernitana ha sofferto l’iniziale verve di Troiano e compagni, soffrendo e non poco sulla fascia destra ove la formazione ospite imperversava facilmente, complice le difficoltà palesate da Rosina di aiutare e coadiuvare Improta nell’incessante propensione ed interdizione che ha portato l’ex Genoa a macinare kilometri. Lo stesso esterno granata al termine del match è risultato essere il migliore in campo per abnegazione, grinta, qualità e qualità non sfruttata a pieno da Coda nell’occasione creata all’esito di un’azione personale proprio dell’ex Genoa. Mister Sannino, che fin dall’inizio per amor di patria, ha schierato di nuovo Rosina da mezz’ala destra pur di ricomporre la coppia Coda- Donnarumma, è stato costretto già nel primo tempo a cambiare la posizione dell’ex Bari,spostandolo a sinistra, con Odjer tenuto a tamponare la falla sulla corsia di destra. Nella ripresa, invece, l’ingresso di Caccavallo in luogo di uno spento Donnarumma, ha assicurato più corsa, dinamismo ed imprevedibilità alla manovra, tant’è che il cross rivelatosi al bacio per la rete di Coda è stato scoccato proprio dall’ex calciatore della Paganese. La buona prova dei granata non ha di fatto nascosto i soliti equivoci tattici, rappresentati dalla posizione di Rosina e dalla coesistenza (al momento intollerabile) di quest’ultimo con il duo d’attacco. Sannino per riproporre “i tre tenori” ha dovuto snaturare il ruolo del fantasista calabro, sacrificando Improta, costretto ad un lavoro dispendioso in grado di ridurne le capacità realizzative sotto porta. A corredo di tali equilibri tattici ancora labili si presenta puntuale l’errore individuale al verificarsi del quale sempre nei primi sei minuti di gioco, la formazione granata conferma di subire la rete degli avversari. Ad Ascoli (martedì sera) al netto di un turnover necessario, bisognerà ripartire nella speranza che la volontà di Sannino di tornare alla difesa a quattro, derogando dal 5-3-2 necessario al momento per contingenze oggettive, possa rappresentare il momento topico di raggiungimento di quella necessaria consapevolezza dei propri mezzi da parte dell’undici granata.

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