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Caputo: la classe non è acqua. Breda ed il “non ritorno” che sa di occasione mancata

45Salernitana-Virtus Entella è stata la gara del ritorno di Roberto Breda, per la seconda volta nella storia, all’Arechi da avversario nella qualità di tecnico. L’ex “capitano” non ha deluso le aspettative, raccogliendo e restituendo con medesimo affetto e stima reciproca gli applausi scroscianti tributati dall’intero stadio al proprio ingresso in campo ed all’uscita, a fine partita. Breda questa volta s’è fatto nuovamente rimpiangere. Il suo è stato un non ritorno sulla panchina granata che fa male. Già perchè senza voler in qualche modo sminuire la professionalità ed i risultati perseguiti dai successori del tecnico salernitano ormai d’adozione, dopo la chance conferitagli dal diesse Nicola Salerno in un quadro generale apocalittico, il rammarico di vedere la “storia” seduta dalla parte sbagliata sul rettangolo verde è un cruccio difficile da superare. Allo stesso modo non si capisce il gesto “frazionato” nel tempo e ripetuto da parte dell’attaccante Francesco Caputo, in occasione della rete siglata sotto la Curva Sud. Un’esultanza antisportiva che rende velenosa più del dovuto la classica rete dell’ex: perchè Salerno nel corso della storia ne ha criticato attaccanti anche ed in particolare, di maggior spessore tecnico rispetto al centravanti natio di Bari, ma di contro non ha mai ricevuto l’alzata del dito medio, modificata solo nella gestualità (quest’oggi manifestatasi con le mani condotte alle orecchie) da un calciatore rivelatosi essere semplicemente inopportuno sotto tutti i punti di vista. Caputo nonostante le proprie capacità, a Salerno, invero, inespresse, ha confermato (qualora ce ne fosse ancora bisogno) di non essere stato all’altezza di indossare la maglia granata, perdendo l’ennesima occasione per far parlare di se in ragione di un gesto tecnico, una giocata, anche nel momento in cui è riuscito nell’intento di gonfiare la rete avversaria. Piuttosto bisognerebbe placare quei bollenti spiriti, prendendo spunto da Breda, giocatore “artista” in campo e fuoriclasse fuori dal rettangolo verde. Continuando a perpetuare tali gesti “uterini”, invece, Caputo finirà per restare l’ennesima promessa di un calcio in cui (almeno quest’oggi), goal a parte, ha dimostrato di aver più ricevuto che dato. D’altronde è proprio vero: la classe, esimio “sig” Caputo, non è acqua!!!

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