Al Bar con banconote false. Joseph Cala tradotto in arresto a Bologna

182935_1704886356283_1661735665_1580082_3139839_n-1A volte ritornano… Joseph Cala dopo aver perpetuato una serie di farse, rilevando pacchetti azionari, salvo poi costringere i propri cessionari a ritornare sul ponte di comando per evitare il tracollo, è tornato nuovamente sulla cresta dell’onda. Ancora una volta l’immagine del pirotecnico e fantomatico “imprenditore” italo-americano, in cerca di squadre professioniste cadute in un dissesto economico da ripianare (a suo dire) attraverso la quotazione al Nasdaq ed i progetti degli Hotel edificati a “pelo d’acqua”, immagine ha fatto acqua da tutte le parti. L’ormai noto ex presidente della Salernitana (rilevò nel 2010 le quote dal patron Lombardi, salvo poi costringere quest’ultimo a recedere dal contratto per inadempimento di Cala all’obbligo di saldare i debiti fino ad allora contratti dalla precedente gestione del club) e del Lecco per la durata di un giro di lancette, nell’occasione è stato tradotto in arresto presso la stazione di Bologna con l’accusa di spaccio di monete false. Cala ha, infatti, consumato e pagato un caffè con una moneta falsa rilevata dalla cassiera che ha da subito allertato gli agenti della Polizia Ferroviaria in servizio presso la stazione del capoluogo emiliano, i quali da subito hanno colto in flagranza l’italo americano, avente con se una somma pari a 1.600 euro in monete contraffatte. L’ennesima brutta figura da parte di un personaggio che per le proprie bravate ormai non fa più notizia.

Ennio Carabelli

Dal 2005 iscritto presso l'Ordine dei Giornalisti-Regione Campania, sezione pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza. Ha svolto lavoro redazionale presso il quotidiano "Cronache del Mezzogiorno". Collaborazioni attive con il quindicinale "Arechi News". Direttore Responsabile del quotidiano sportivo on-line Vocesport.com

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