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Gli Immortali. Criscuolo- Breda: 1919 sfumature di….granata

criscuoloGli anni d’oro della “Delio Rossi band”, gli anni dei tagli di Ricchetti e De Silvestro. Gli anni delle geometrie di Roberto Breda all’insegna del “tranquillo siamo qui noi…. “. Stessa storia, stesso posto, stesso stadio, che andrà anche ristrutturato ma che al contempo è custode di quegli atti indelebili in cui il tempo sembra non passare mai. Roberto Breda torna sul suo prato verde, nella sua città “natale” calcisticamente parlando, così come accaduto con la Reggina, per la prima volta (all’Arechi) da avversario, ma solo per 90^. Il capitano, lo storico metodista, quel famoso numero “4” dalle 192 presenze in maglia granata è davvero un immortale, giocatore bandiera che a Salerno ha rappresentato un momento storico di quegli anni 90^ in cui era davvero più semplice idealizzare ed identificarsi in un modello di calciatore assunto a leader, senza far rumore, in grado di far parlare di se “soltanto” per quel compasso che aveva ai piedi e con il quale faceva arte sul rettangolo verde. A distanza di anni, parli di Breda e pensi al motto “4-3-3 non amo che te”, alla finale con la Juve Stabia, al goal vittoria siglato al “Partenio” : è l’enfasi dei mitici anni 90^, quelli in cui sull’amicizia e sulla lealtà Breda ci ha puntato la sua anima insieme al “Brother”, così lo chiama l’avv. Andrea Criscuolo onde sottolineare le 1919 sfumature di granata a corredo della propria storica amicizia. Che strana la vita: Sabato i due saranno “avversari” seppur in differenti parti del medesimo stadio, ma con Breda questa volta a bordo campo e Criscuolo sempre lì su quegli stessi gradoni di un tempo, pronto a soffrire, sperare e gioire per i granata come ha sempre fatto da quando era in culla, quella del divertimento, del gioco e della passione giovanile per una squadra ammirata, compiaciuta e coccolata anche nelle più amare ed indecifrabili sconfitte, nei momenti più duri in cui cresce l’affetto e la sinergia con quell’altra parte di se. Come due anelli, quasi fratelli di sangue, per una volta divisi dal derby del cuore che durerà il tempo di soli ma intensi 90^. D’altronde nessuna squadra allenata dal “capitano” potrà mai dividere quest’ultimo dalla propria, storica, essenza granata: sarebbe come chiedere alla luna di abbandonare il proprio cielo. Impossibile, per chi come Criscuolo e Breda sono e saranno sempre gli immortali in tutte le proprie 1919 sfumature di granata….

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