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Crescita costante e gioco in evoluzione ma dalla bandierina urge maggiore furore….

14699640_10209131899727122_1641093357_oCorner, sempre corner, maledettissimo corner. Come già accaduto con il Benevento, a la Spezia ed in tante altre occasioni, la Salernitana paga dazio alla battuta dei tiri dalla bandierina. Brescia da questo punto di vista non ha fatto eccezione. Nè in tal senso potrà essere imputata a mister Sannino l’assenza di Coda, bravo nella battuta dei calci d’angolo da parte degli avversari, ad apporsi sul primo palo per svettare il pericolo. La Salernitana soffre sistematicamente sui calci piazzati e corner, le cosiddette palle inattive. Al “Rigamonti” l’ennesima disattenzione ha consentito agli avversari di salvarsi in calcio d’angolo, scalfendo una prestazione che in particolar modo nel primo tempo ha offerto dei piacevoli spunti di riflessione. In mediana, Busellato (inesauribile e squalificato per la prossima partita) e Zito ai lati di Della Rocca hanno assicurato buon dinamismo e fluidità di manovra con l’ex Perugia bravo a smistare la sfera sulle corsie laterali, mettendo in condizione Vitale di non sacrificarsi più del dovuto per cercare l’uno contro uno. La superiorità numerica nei primi 45^ di gioco è stata favorita dal lavoro di Improta e dell’ex Ternana sulle corsie laterali, agevolato dalle verticalizzazioni di Della Rocca, assunto a regista e cervello pensante della squadra granata. In attacco, Rosina s’è sacrificato sul regista del Brescia, ponendosi in marcatura nella trequarti avversaria, al fine di ostruire l’inizio della manovra delle “rondinelle”. Nella prima frazione di gioco, goal a parte, la Salernitana è piaciuta per compattezza e capacità di colpire al momento giusto. Nella ripresa, invece, il quadro tattico è cambiato grazie al cambio repentino di mister Brocchi, bravo a rinunciare ad un difensore, inserendo un centrocampista offensivo ed alzando gli esterni di centrocampo per ridurre il gap numerico con gli avversari. L’infortunio di Caracciolo ha un pò reso sterile la manovra del Brescia, che invero, avrebbe potuto di nuovo capitolare in occasione dell’inserimento di Odjer in area di rigore. E qui, in particolare, sussistono le dolenti note: magari, ci fosse stato Donnarumma in luogo di Joao Silva, la sfera nell’occasione summenzionata sarebbe capitata all’ex Teramo, potendo in tal senso parlare di un trionfo a tutti gli effetti da parte dei granata. Nel calcio, tuttavia, con le elucubrazioni mentali non si va lontano. Piuttosto dalla trasferta in lombardia bisogna ripartire dalle certezze dettate dalla quadra trovata da Sannino nella formazione tipo, provando a derogare dagli errori individuali sia in difesa che in attacco, incrementando il furore agonistico in occasione della battuta dei corner da parte degli avversari al fine di mettere la freccia e spostarsi sulla corsia di sinistra, guardando sotto un altro angolo il resto di un campionato livellato incontrovertibilmente verso valori medio bassi.

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