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Arechi se tornerai “Principe”, magari poi…

foto-57-21Chi li ha inventate le fotografie, chi ci ha costretto a scattare, cristallizzare fermi immagini di un degrado repentino ed incontrovertibile di una pagina di storia collegata al Principe Arechi II ed a quel desiderio, tramutatosi in realtà, di spostare il proprio ducato da Benevento a Salerno. Dal giorno dell’inaugurazione in quel Salernitana-Padova del 1990, con l’Arechi che si manifestava in tutto il proprio splendore, ai tempi duri e cupi delle recenti stagioni agonistiche. Una cattedrale nel deserto, lasciata a se stessa nei meandri di una burocrazia in cui proprietario e locatario si dibattono sulle competenze in materia di ordinaria e straordinaria amministrazione. Un patrimonio di passione, investimenti, progetti, idealizzati e concretizzati dallo storico presidente Peppino Soglia, lasciato a marcire alle intemperie, all’incuria ed ai parcheggiatori abusivi. Oggi la frequentazione dell’impianto di via Allende, soprattutto nei mesi freddi, tra assenza di copertura e perdite evidenti anche lì dove l’ubicazione dovrebbe assicurare come da prezzo corrisposto alla società, la tutela dalle intemperie, sta diventando sempre più un atto di eroismo. Il problema dell’impiantistica a Salerno è ormai arcinota, eppure la città Capoluogo ha beneficiato negli anni di una crescita esponenziale in settori fondamentali (del commercio e del turismo) ma in via del tutto inversamente proporzionale rispetto all’assenza di strutture ove praticare sport e socializzare. L’Arechi è finito in tal modo in pasto all’ingiallire del tempo ed al degrado senza che l’ente locale possa in realtà adoperarsi, causa evidenti limiti economici, ad effettuare (in un periodo di recessione economica latente), quegli investimenti utili a rendere maggiormente funzionale l’ormai ex “Principe” degli stadi. Che resta tale ma solo in 3D ed agli occhi dei passionali e affezionati tifosi granata. Il progetto sportivo in evoluzione, accanto alla crescita tecnica della squadra granata, dovrà in tal senso essere abbinata ad una struttura che sia confacente ai sogni ed alle legittime aspirazioni di una società civile che vanta da sempre legittima ambizione di emergere nel calcio alla stregua della vita quotidiana. Oggi il “principe” s’è tramutato in un orco freddo, anziano, ripiegato su se stesso. Un domani (si spera il più vicino possibile) le giuste valutazioni effettuate da parte di Ente comunale e società granata, dovranno assicurare e generare la reviviscenza di un impianto che conserva intatte su quei gradoni delle emozioni indelebili. Nel presente pertanto, bisognerà provare a derogare dalla realtà facendo brillare il solo rettangolo verde, ma in futuro, caro e “tenebroso” stadio Arechi, se tornerai, magari poi, a Salerno riconquisteremo tutto come tanti anni fa quando per il Principe e la sua principessa forse la vita era più facile…

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