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Sannino e l’esorcismo della strega in tre mosse

dsc_4127kTre mosse per esorcizzare i fantasmi, tre mosse per scacciare la strega e riprendere fiato in attesa della continuità futura. Mister Sannino è ritornato di nuovo al 4-4-2, cambiando alcuni interpreti, ottimizzando grazie al sacrificio dell’intera squadra, le risorse a propria disposizione. L’impiego del giovane difensore Marchi (al debutto stagionale) in luogo di Mantovani ha assicurato freschezza mentale ed atletica ad un reparto difensivo falcidiato dagli infortuni come nella passata stagione. La seconda mossa è stata rappresentata dall’impiego di Zito, capace di assicurare quel pizzico di qualità ed imprevedibilità in più alla manovra. Dulcis in fundo, l’impiego di Rosina al fianco di Coda, utile e funzionale al giocatore calabrese per stazionare maggiormente nella zona rossa dove può risultare maggiormente fatale con il “divin” sinistro. La ciliegina sulla torta è stata rappresentata dalla prestazione di Riccardo Improta che traversa a parte, ha giocato a tutto campo sulla corsia laterale di competenza, assicurando nel primo tempo propulsione ed interdizione: fino a quando il fiato ha retto, l’ex Genoa ha garantito un’alternativa importante per lo smistamento della manovra anche sulla corsia di destra, essendo quella di sinistra stata assunta a preferenziale in virtù della presenza di Luigi Vitale. Quando il dispendio energetico ha presentato il conto, Improta è stato più diligente ed efficace del dovuto (considerata la sua essenza di attaccante), abbassandosi in difesa, fungendo repentinamente nel corso di gran parte della ripresa da terzino destro di una difesa a cinque. La densità a centrocampo dove la formazione granata risultava essere sempre in superiorità numerica ha successivamente fatto la differenza ai danni di un Benevento che non è mai riuscito ad allargare il gioco onde sfruttare in ampiezza le qualità in progressione dei propri “contropiedisti” d’eccezione.
Cosa non va: da rivedere, tuttavia, il calo di tensione e la disattenzione sugli sviluppi delle palle inattive che ha determinato il goal di Lucioni e messo in discussione nei minuti finali una gara fin dall’inizio condotta e dominata dalla formazione granata. In attesa della gara di Brescia, dopo la brutta e fortuita sconfitta di Ferrara, spetterà ora a Sannino provare a consolidare tali mosse, trovando l’assetto più giusto ad una squadra che sulla scorta di una precisa identità tattica, assicurerebbe un torneo di minor sofferenza al pubblico impagabile dell’Arechi.

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