Vocesport.com
Home

Salernitana: tu chiamale se vuoi, assuefuazioni!!!

dsc_0232Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi, emozioni…. Aveva ragione il grande Battisti allorquando ispirava la sua splendida canzone ad un sentimento in grado di smuovere le coscienze nella vita come nello sport. Proprio così, il passare la notte sulla collina per scoprire il sole al tramonto dove va a finire, comprendere fino in fondo dove si vuole arrivare. E’ l’essenza della vita di cui Salerno ha perso il senso, accontentandosi senza rendersene neppure conto di snaturarsi, vivendo alla giornata senza un perchè. Nessun errore arbitrale, nessuna distrazione in quel di Ferrara potrà mai cancellare il galleggiamento ad oltranza su di un’onda granata piatta, capace di inarcarsi solo per effetto di scossoni prodotti dalla mancanza di risultati, che alla fine finiscono per dare un senso alla partecipazione in un campionato privo di singolare tensione. Ed allora, ci si chiede, perchè avercene tanto con Raffaele Schiavi, autore di un errore tanto banale quanto difficilmente comprensibile per un calciatore del suo spessore seppur un pò “arrugginito” con il passare del tempo? Per quale motivo si dovrebbero stringere i pugni, batterli sul tavolo per far sbollire la rabbia al netto di un fallo di mano in area di rigore non rilevato dal direttore di gara? Sul fronte società, come in parte accaduto lo scorso anno, gli episodi negativi reiterati nel tempo hanno solo in parte determinato delle reazioni ufficiali da parte di Lotito, nascosto (solo ufficialmente) dietro il ruolo assunto all’interno della federazione. Invero, i cosiddetti fattori imponderabili, gli infortuni ed i torti arbitrali fanno gioco al club granata, conscio di non poter aspirare a null’altro che una salvezza leggermente meno sofferta rispetto alla passata stagione. In caso contrario, un campionato all’insegna dell’appiattimento nelle zone ibride della metà classifica determinerebbe un calo vistoso di presenze allo stadio. Meglio allora restare sempre sul pezzo, allestire compagini capaci di porre in essere tutto ed il contrario di tutto. Meglio affidarsi ad un direttore sportivo a cui viene affidato un settore giovanile pur non essendo mai stato in grado in carriera di scoprire, uno, che sia un giocatore da valorizzare e condurre per mano in prima squadra. Al netto di tali circostanze, la Salernitana si ritrova nel campionato di serie B senza aspirazioni, consapevole di non poter volare con il copatron a pronto a raffreddare gli animi di coloro che per un “accenno” di striscia positiva, cominciano già ad effettuare voli pindarici. La Salernitana e gli stessi calciatori sanno di non poter volare, di non poter provare quelle sensazioni dettate dall’elemento imponderabile che nel calcio ha prodotto e generato le favole Carpi, Crotone e Frosinone. Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi, emozioni: le stesse che da tempo, eccezion fatta per singoli eventi, si tramuta in quella insopportabile sensazione di non poter spiegare le ali, lasciarsi andare a sogni ed illusioni, volando soltanto con la fantasia. Questione di cuore e passione, per l’appunto, ed allora provate a correre e giocare senza potersi migliorare. Eppure il motto olimpico di De Coubertin asserisce che l’importante è partecipare, provando a dare tutto per vincere nel rispetto delle regole e dei propri limiti psico fisici. Ebbene, giunta nel limbo del purgatorio calcistico, la Salernitana si ritrova a non poter neppur leccarsi le ferite per una sconfitta, che per quanto immeritata, anche questa alla stregua di una vittoria, scorre senza fare sangue nelle vene… Dicasi assuefazione alla normalità, ma che fine hanno fatto le emozioni, quelle sì impagabili?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shares