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Sarri: “Higuain? Che amarezza, nemmeno una telefonata a me ed ai compagni”

SARRI-FOTOCUOMO-6L’addio di Gonzalo Higuain ha colpito nel profondo anche l’animo di Maurizio Sarri. Il tecnico azzurro continua a lavorare a Dimaro con la sua squadra e prova a tenere alto l’umore dei suoi ma l’addio del Pipita ha ferito anche lui. E quando finalmente possiamo conoscere i suoi pensieri, nell’intervista concessa oggi al Corriere dello Sport, non nasconde la delusione: “Ne parlo, ma non volentieri. La scelta è stata sua, perchè la nostra offerta era in linea con ciò che gli è stato concesso altrove”, anzi rivela: “dal punto di vista personale resta l’amarezza: mi aspettavo che facesse almeno una telefonata, anche cinque minuti prima che cominciasse le visite mediche. Sono abbastanza vecchio, però, per non meravigliarmi”. L’allenatore toscano rivela che non è l’unico a sentirsi deluso: “Anche i ragazzi si aspettavano un saluto. Non mi risulta ci sia stato”. E per la squadra ha avuto un breve discorso: “Non ci piangiamo addosso: non abbiamo alibi; siamo forti; e l’anno scorso abbiamo giocato tre partite senza di lui e fatto sei punti: non male, mi pare”.
La perdita del Pipita, ovviamente, è un colpo durissimo anche sotto il punto di vista più specificamente tecnico, ma Sarri non si fascia la testa: “Perdiamo un giocatore determinante, il più forte centravanti al mondo. Comunque, io sono l’allenatore del Napoli e devo dare fiducia a Gabbiadini, che ha mezzi da sfruttare”. L’eredità del Pipita, però, non verrà raccolta solo dall’attaccante che ne prenderà il posto: “Sopperiremo alla sua assenza spalmando le responsabilità sul gioco, sul collettivo. Non abbiamo perso la voglia di giocare come piace a noi”.

E anche in campionato non è tutto scritto, tanto che se gli chiedono se firmerebbe per replicare la passata stagione dice: “Io non firmo per un bel niente. L’anno scorso reggere al ritmo della Juve era quasi impossibile e non abbiamo nulla da farci perdonare. Però si riparte da zero e io non firmo nulla. Chi sta alle spalle sa di non dover illudere, ma di credere il se stesso: perchè anche i favoriti possono sbagliare”. Per questo manda un messaggio chiaro alla Juve: “Ci saranno 38 partite e posso assicurarvi che loro ne avranno una difficilisima, quasi proibitiva, il 2 aprile allo stadio San Paolo”. Invidia per Allegri? “E’ un sentimento poco nobile, non è in me. Sono contento di essere qui e del mio percorso compiuto per arrivarci. Faccio il lavoro che voglio e con la squadra per la quale ho sempre tifato. La condizione invidiabile è la mia. E poi il bianco e il nero non sono colori che mi si addicono”.
fontE: tuttonapoli

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