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Real Maceratese, lascia Borrelli

borrelliLa Real Maceratese perde il proprio capitano. Dopo la fantastica stagione nella quale ha messo in mostra le sue indubbie qualità di interdizione, Paolo Borrelli è costretto per motivi lavorativi a troncare il legame con il team biancoazzurro. Così, al termine di un’annata condita da quattro goal in trenta presenze, il centrocampista classe ’92 saluta la piazza maceratese con un’intervista commovente. Il suo nome era stato inserito all’interno della lista dei riconfermati per la stagione 2016-2017, ma purtroppo si dividono le strade tra le due parti.

“A mio malincuore” – esordisce Borrelli – “sono obbligato a lasciare la Real Maceratese, poiché lavoro fino a tarda serata e non riesco a conciliare il lavoro con l’impegno calcistico. Ho parlato con l’allenatore Giuseppe Cicala e lo ha avvisato di questa decisione. Ci siamo rimasti male entrambi. Se avessi avuto Macerata Campania dietro casa avrei firmato a vita, per come si sono comportati egregiamente con me tutti i dirigenti ed i tifosi. Il calcio è importante ma, di questi tempi, il lavoro viene prima di tutto”.

Dal possibile addio al calcio dell’estate 2015 allo stupore per l’unità della famiglia maceratese: “Quest’anno mi sono meravigliato di me stesso. In estate addirittura non volevo giocare più, poi ho avuto modo di conoscere persone corrette e specialmente serie. Dai presidenti Giuseppe Iannotta ed Andrea Guida a Giuseppe Cicala, più che un tecnico un compagno di squadra, fino ai direttori Modesto Giraldi e Salvatore De Cesare che non badano a lucrare sui giocatori, anzi cercano di farli emergere. E quest’unione di intenti si è vista in campo, infatti si è creato un gruppo fantastico che seguiva alla lettera mister Cicala. Nessuno avrebbe scommesso un euro sul nostro quinto posto, ed invece abbiamo dato del filo da torcere alle squadre che hanno creato l’organico per vincere”.

Tante i ricordi di questa annata per Paolo Borrelli che conclude: “I momenti indimenticabili sono numerosi. Oltre che balisticamente bello, il goal su punizione a Nola lo ricorderò per sempre, perché arrivò a pochi giorni dalla morte di mio nonno salutato e sono contento di averlo commemorato in quel modo. Quest’anno mi è stata affidata la fascia di capitano. Fare il capitano non è una cosa semplice. Io sono un ragazzo serio e trascinatore, credo di averla meritata per come ho giocato. I miei compagni di squadra credevano in me ed il tecnico mi dava piena fiducia. Io spero e credo che questo sarà un arrivederci. Qualora dovessero cambiare certi orari lavorativi, sarò felicissimo di tornare di nuovo a Macerata Campania, piazza in cui mi hanno accolto benissimo e voluto un bene che non dimenticherò mai”.
fontE: notiziario calcio

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