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Auteri: “Vi spiego l’addio al Benevento”

auteriAlla fine è arrivato il grande botto a rompere il silenzio che, infatti, induceva a più di qualche dubbio in casa Benevento. Lo scossone era nell’aria e, alla fine, è arrivato. Tutto in poche ore e Gaetano Auteri non è più l’allenatore della squadra sannita. Il tecnico siciliano è riuscito a guidare il gruppo giallorosso all’impresa che mai a nessuno era riuscita nel Sannio, ma con la promozione in Serie B termina l’avventura di Auteri a Benevento. L’allenatore ha firmato in mattinata la risoluzione anticipata del proprio contratto con la società e nel pomeriggio ha parlato alla stampa per chiarire i motivi che lo hanno spinto a questa decisione. “Non sono andato via né per soldi né perché avevo altre richieste – ha provato a chiarire Auteri – Ho dovuto prendere una scelta che era lontanissima dalla mia volontà, ovvero lasciare Benevento, ma ho dovuto chiedere di rescindere perché programmi e progetti non coincidevano. Non avrei preteso una squadra supersonica, ho sempre lavorato in ogni condizione. Sono pronto a scalare anche le montagne, ma questo va fatto insieme. Mi sono sempre basato sui valori veri e sulle persone ed insieme andiamo a scalare le montagne”. Auteri ci va duro e tra i motivi del suo addio spiega anche il rapporto con Oreste Vigorito, attualmente legato al club sannita con importanti sponsorizzazioni: “Sono venute meno le condizioni e, soprattuto, un po’ di chiarezza e questo è avallato dai fatti. Abbiamo vinto il campionato il 30 Aprile, ma fino a queste ore si è saputo ben poco. Per me la figura più importante era quella di Vigorito, una presenza che ritengo fondamentale. Mi sono reso conto che questa figura è venuta ed ho sperato in cambiamento, in una sua presenza anche in un ruolo diverso. Ho capito che non sarà così, per motivi non direttamente a lui legati, ma semplicemente perchém alcune cose non si sono incastrate”.

In tante società sono piombate sull’allenatore pronte a corteggiarlo, ma Auteri è categorico: “Non sono andato per questo. E’ normale che ti chiamino diverse squadre, ma staccherò il telefono nei prossimi dieci giorni, anche a costo di restare poi senza squadra”.

Infine, un riferimento alla città ed il suo saluto ai tifosi: “Non spetta a me toglier loro qualche paura adesso. Sono legato e resterò legato a questa piazza che mi ha fatto davvero innamorare”.

fonte: tuttob.it

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