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Breda verso l’Entella. Salerno, sponda per la carriera dei “fedelissimi” bianco-celesti

DSC_3006“Abbiamo acquistato il cavalluccio, i segni distintivi dopo neppure un anno dalla cessazione della precedente società”. La storia della Salernitana assunta ad un pacco postale, la lista della spesa e delle cose da fare, sbattuta tra un “credo ed un io” nell’estate rovente che segnò il ritorno dei beni immateriali all’esito del ritorno della formazione granata tra i professionisti. Le parole di Claudio Lotito, pronunciate allorquando a partire dalla nascita del Salerno Calcio, la compagine romana muoveva i primi passi in fallo a Salerno, costituirono un macigno, una spada di Damocle sulla tifoseria salernitana, di poi obbligata a coniugare il verbo “dare” dallo stesso comproprietario della società di via Allende, desideroso di vedersi rimborsare i 300.000 euro ( versati comodamente a rate) investiti per il ritorno della storia sulle maglie rigorosamente granata. Allora come oggi, il patron, che ha avuto il merito di vincere sul campo quattro campionati dalla D alla serie B in cinque anni, non fa altro che impiegare, utilizzare la Salernitana come satellite della Lazio: gli arrivi di Oikonomidis, Tounkara, a cui hanno fatto da seguito in passato quelli dei vari Adeleke, Capua e chi più ne ha, ne metta, rappresentano solo una parte dell’assenza di programmazione mista all’approssimazione che in un campionato come la B, ha costituito un fardello insopportabile, producendo effetti catastrofici sotto tutti i punti di vista. La possibilità di redimersi, chiedendo ufficialmente scusa alla piazza, ai tifosi (impareggiabili), Lotito l’avrebbe già avuta, ma come sempre di questi tempi, l’ha già sperperata, gettandola alle ortiche. Ripartire al netto di una salvezza stentata ed ancora tutta da conquistare in quel di Lanciano, con la storia, dalla storia, attraverso l’ingaggio di un allenatore giovane, avente già curricula invidiabili ed in grado di far emergere i giovani (alias Roberto Breda), avrebbe costituito ancora prima che la lotta al “Biondi” iniziasse, un monito, un segnale di programmazione per una piazza affamata di calcio. Ed invece, l’eterno capitano granata, già in viaggio verso Chiavari sarà preferito  (in caso di conferma del duo Lotito-Mezzaroma sulla toda della nave) dalla coppia “made in Formello” Inzaghi Simone- Pasquale Foggia quale d.g. e talent scout: una scelta tutt’altro che futuristica, capace solo di legare il cavo al satellite che conduce direttamente a Villa San Sebastiano, producendo per l’imprenditore romano incentivi economici ingenti tra entrate al botteghino e mutualità. Più che il Lanciano, a lamentarsi dovrebbero essere solo ed esclusivamente i tifosi granata, iscritti al segno “+” nel bilancio della società e costretti loro malgrado a non poter neppure sognare, desiderare, sperare, in un exploit (stile Crotone) della propria squadra, per questioni regolamentari e difetto di volontà di una presidenza, incapace di volgere il proprio naso oltre la via Appia. Ed allora, a bocce, ferme, con la salvezza in tasca, questa compagine (già di gran lunga compensata degli “sforzi” profusi), dovrà in primis formulare le scuse per poi,  un secondo dopo, abbandonare la nave. I sogni, i desiderata, le ambizioni ed il libero arbitrio nel poter decidere il proprio futuro (qualunque esso sia) sono dei diritti che valgono più delle “fantomatiche” e solide realtà propinate dal dracula Lotito. Al termine dei 180^, questa volta sarà il  professore sotto esame, chiamato a dover rispondere ad una domanda da un milione di dollari: in che modo e a partire da quando vorrà cominciare a fare “calcio” vero a Salerno…. Il pubblico di fede granata non può alla stregua del cliente di un avvocato, accollarsi solo ed esclusivamente gli oneri per effetto di battaglie perse in partenza . Il verbo”dare” coniugato in prima persona dal patron ora necessità di un capovolgimento di fronte: o l’imprenditore comincia ad investire o la barriera della Caserta-Roma in direzione Salerno, rappresenterà per quest’ultimo, al termine delle ostilità, la nuova colonna d’ercole tutta a tinte granata.

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